Il Tirreno

Pisa

Rischia di saltare il 9% dei processi

Candida Virgone
L’aula di un tribunale
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L’aula di un tribunale

Tribunale nel caos per il calcolo, ma con la legge in discussione è certa la mannaia

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 PISA. Secondo un recente calcolo dell'associazione nazionale magistrati, con il processo breve, una discreta fetta dei dibattimenti penali, alcuni per reati gravi, ma genericamente, anche se il ddl in corsa cambia continuamente, quelli per reati commessi prima del 2006 che rientrano nell'indulto e quelli che prevedono pene sotto i dieci anni e per cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio due anni prima dell'entrata in vigore del combattuto ddl, non avrebbero mai avuto storia: si parla di un'alta percentuale.  Una stastistica fatta dal tribunale pisano a febbraio su richiesta del presidente della Corte d'appello di Firenze, Drago, per rispondere alla Corte di giustizia che puntava ad una valutazione dell'eventuale impatto, si manteneva in effetti su numeri molto bassi, numeri ovviamente soggetti a cambiare con lo slittamento della eventuale data di entrata in vigore.  Due mesi fa i dati del nostro tribunale, prendendo in esame due giudici su sei e solo sul capoluogo, parlavano dell'1.35% sulle pendenze collegiali e del 4.43% su quelle monocratiche, che però, spostando la data, potrebbero attestarsi sul 9% sopravvenendo un'altra serie di dibattimenti pendenti.  Di certo a Pisa non sarebbero mai avvenuto alcuni dibattimenti plateali. Uno su tutti? Quello che dovrebbe andare a sentenza domani, come è nei desideri del giudice monocratico, Giulio Cesare Cipoletta, nonostante la difesa abbia annunciato la bellezza di 26 testi. Un dibattimento annoso, che arriva domani alla 29ª udienza: la prima risale al 2 febbraio del 2007 e la citazione diretta a giudizio di tre imputati, saliti a 4 l'anno dopo, porta la data del 10 novembre 2006. Si tratta del processo per un isolotto «sparito», l'antico Ottagono degli Alberoni, isola fortificata della laguna di Venezia, che secondo l'accusa sarebbe stato portato via con l'inganno da un avvocato, Marco Rezzonico, 42 anni, ex comandante della compagnia dei carabinieri di Volterra, oggi legale a Milano, con tre presunti complici, ad un maturo collega, il novantenne Ranieri Gini. Un processo che sembra una lezione di diritto, costellato di rinvii per i malori dell'imputato, colpi di scena, come il rientro in possesso del bene al suo legittimo proprietario con un accordo fra l'acquirente, per l'accusa un prestanome, per scioglimento del contratto di vendita per mutuo consenso. L'imputato, che aveva ricusato a scadenze fisse i suoi legali e che avrebbe visto la recente rinuncia alla difesa dell'ultimo, la star Carlo Taormina, all'ultima udienza si è difeso da solo. Con il nuovo ddl questo processo sarebbe stato aria fritta, come diversi altri dibattimenti di particolare risonanza, andati a sentenza di recente ma durati anni, come quello all'ex banchiere Fiorani per i presunti prelievi forzosi sui conti correnti di 60mila pisani (la storia è di fine 2004, il decreto di citazione diretta a giudizio dell'ottobre 2007) o quello alla Casa di cura di via Manzoni per una presunta truffa alla Regione e all'Asl sugli interventi oculistici in day surgery (l'indagine è del 2000, la richiesta di rinvio a giudizio del 2004). Ma ci sono anche processi che ce la fanno da soli, senza l'aiuto del processo breve,: come il dibattimento sullo scandalo delle villette dell'ex Ater: in parte prescritto, si prescrive definitivamente a giorni.

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