Il Tirreno

Pisa

I giovani talenti sperano di studiare al Sant'Anna

Lucia Maffei
I giovani talenti sperano di studiare al Sant'Anna

Centoventi ragazzi e ragazze da tutta Italia a Pisa per la giornata di orientamento

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 PISA. La Scuola superiore Sant'Anna apre i battenti per presentare il concorso di ammissione al prossimo anno accademico e le "avide giovani menti" (come vengono chiamati nel film A Beautiful Mind i giovani di talento) non si fanno certo attendere. Circa 120 studenti provenienti da tutta Italia e all'ultimo anno delle superiori hanno partecipato alla giornata di orientamento della scuola di eccellenza, la prima e l'unica prima delle preselezioni del 14 maggio. Le materie che destano più interesse tra gli aspiranti? Una rapida indagine per alzata di mano mostra una distribuzione omogenea su medicina, ingegneria, giurisprudenza e economia. Paola Corradini da Modena ha le idee chiare: «Ho fatto dei corsi di microeconomia in America e vorrei continuare qui». «Da sempre il mio sogno è diventare medico», racconta invece Valentina Debenedetti, 17 anni, venuta apposta da Torino. «Sono interessata alla scuola - spiega la studentessa del classico D'Azeglio - per la preparazione in più che garantisce e per la valorizzazione del talento». Nessuno dei presenti vuole iscriversi ad agraria, un'altra delle sei materie che compongono l'offerta formativa della scuola, ma c'è un ristretto gruppo interessato a scienze politiche. Tra loro il pisano Iacopo Catarsi, all'ultimo anno del classico Galilei: «Sicuramente una laurea al Sant'Anna vale di più, soprattutto per i molti contatti all'estero che la scuola offre». Dopo il saluto del preside della classe di scienze Pierdomenico Perata, sono stati proprio due allievi della scuola a raccontare onori e oneri della vita al Sant'Anna, dalla media negli esami da mantenere ai privilegi di risiedere in un campus universitario completamente gratuito. «La scuola garantisce ai vincitori del concorso tutto ciò che serve per vivere autonomamente, - spiega Alessandro, all'ultimo anno di ingegneria informatica e in partenza per un progetto di ricerca negli Stati Uniti - in cambio richiede un impegno costante di studio». Lo scoglio fondamentale è il concorso di ammissione, che va sostenuto immediatamente dopo l'esame di stato: nessun peso ha il voto di maturità. «Ciò che interessa agli esaminatori - spiega Elena, al secondo anno di scienze politiche - è come il candidato ragiona, non la quantità delle sue conoscenze». Sebbene il rapporto tra vincitori e partecipanti al concorso sia 1 a 20, il consiglio generale è tentare la sorte. I posti in palio? 23 per l'area di scienze sociali e 24 per le scienze sperimentali.

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