Sicurezza
La ricerca di un pisano
Cervello speciale, lo hanno i piloti di Formula Uno
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PISA. Alonso è più intelligente di Ibrahimovic? Un pilota di Formula 1 è più intelligente di un calciatore? Chissà, ma certamente, chi guida i bolidi da oltre 300 chilometri orari ha un cervello speciale. È quello che emerge dalla ricerca di Giulio Bernardi, giovane medico dottorando nell'Unità operativa di Biochimica clinica del Dipartimento di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare (entrambi diretti dal professor Pietro Pietrini), il quale ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dalla Organization for Human Brain Mapping (Ohbm), la principale organizzazione mondiale per lo studio della mappatura metabolico funzionale del cervello nell'uomo. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) Giulio Bernardi ha studiato i meccanismi cerebrali che regolano l'elaborazione dell'informazione visiva e motoria nel cervello di piloti di Formula 1 e di soggetti naive (semplici, non esperti). I risultati dello studio mostrano che i piloti di Formula 1 hanno una diversa connettività funzionale tra distinte regioni cerebrali implicate nei processi visuo- motori rispetto ai soggetti naive. «Questi risultati hanno importanti implicazioni anche per lo sviluppo di strategie riabilitative in pazienti con ictus o altri danni cerebrali», ha commentato il prof. Pietro Pietrini.
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