La manifestazione
Cedolare secca, risparmi fino al 40%
In vigore il nuovo regime sugli affitti, due aliquote a seconda del tipo di canone
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PISA. Con la recente introduzione della cedolare secca sui canoni da locazione, il risparmio su un immobile affittato a Pisa o sul Lungomonte può arrivare al 40 per cento nel caso di un reddito di 45mila euro. Da alcuni giorni è entrata in vigore, per chi affitta case, la normativa sulla tassazione con aliquota unica del 21 per cento, appunto detta cedolare secca. Tale percentuale scende al 19 nei casi in cui le case vengano date in affitto concordato. Questo al posto della vecchia tassazione che, a seconda del reddito e delle varie addizionali ai quali era sottoposto (Irpef, addizionale regionale e comunale, imposta di bollo, imposta di registro), poteva raggiungere anche un'aliquota superiore al 40 per cento. Secondo i calcoli e le simulazioni che sono state fatte dalle associazioni che si occupano di questioni abitative, con la cedolare secca si può arrivare - in alcuni casi - a risparmiare fino al 60 per cento. Per non parlare dei benefici che si attendono dal mercato. Secondo gli esperti, infatti, verrà aumentata l'offerta degli alloggi in locazione. E di conseguenza anche il mercato immobiliare, per chi ritiene di effettuare un investimento (quindi per chi ha redditi medio-alti), dovrebbe cominciare a movimentarsi dopo una fase di stasi durata oltre un anno, un po' in tutto il territorio provinciale. Un beneficio si prospetta anche per l'edilizia: sia per le ristrutturazioni, sia per adattare gli immobili che oggi non sono occupati alle esigenze di coloro invece che sono in cerca di una casa in affitto. La cedolare secca può essere applicata per i canoni degli alloggi ad uso abitativo. Sono esclusi quelli per attività di impresa o di lavoro autonomo. E, nel caso in cui il locatore opti per la cedolare, è sospeso per il periodo dell'opzione qualsiasi aumento del canone, compreso l'adeguamento Istat. Nella tabella che proponiamo c'è la simulazione di un alloggio dato in affitto a Pisa: nel caso di canone libero il risparmio, rispetto al vecchio sistema fiscale, sfiora il 40% (39,81%); e per quello agevolato siamo al 22,2%. Analoga simulazione su San Giuliano porta il risparmio al 40,25% nella prima ipotesi e al 22,7% nella seconda. Se è vero che crescerà la domanda di case in affitto, dovrebbero crescere, di conseguenza, anche i livelli delle compravendite. In sostanza, gli acquisti fatti per investimento. La situazione a Pisa (secondo le ultime quotazioni dell'Osservatorio del mercato immobiliare) non si è modificata nel corso del 2010, durante il quale i prezzi, nelle diverse zone della città, non hanno fatto registrare significative variazioni. Rispetto al 2009, invece, c'è stata una certa ripresa, con quotazioni salite di alcune centinaia di euro al metro quadro, specie nei quartieri di maggior pregio. L'andamento non rileva particolari sorprese. La zona più costosa, con gli immobili di valore più elevato, restano i Lungarni, tutti con un eccellente grado di attrazione. A seguire il centro storico, le Piagge e Porta a Lucca con i loro palazzi signorili e le ville. Allo stesso livello il litorale, dove il mercato soprattutto è quello delle seconde case. Scendendo sotto i 3mila euro al metro quadro, considerando i costi massimi, spiccano i quartieri della stazione, di Pratale e Don Bosco, i dintorni di Ingegneria e una porzione di Porta a Mare. Le quotazioni più basse si trovano, nell'ambito cittadino, nelle zone di San Giusto e Porta Fiorentina; oltre che nelle periferie come Putignano, Oratoio e Ospedaletto. Per quanto riguarda le abitazioni economiche, ville e villette e anche box auto le differenze sono soprattutto tra un anno e l'altro. Si tratta sempre di cifre importanti: per un box in zona lungarni e centro storico si può arrivare a pagare 2.050 euro al metro quadro, senza scendere comunque sotto i 1.500.
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