Il Tirreno

Pisa

SEGUE DALLA PRIMA

SE L'EGOISMO CREA LA PAURA

Gianfranco Borrelli

3 MINUTI DI LETTURA





 per la vita dei bambini, delle loro famiglie o devastanti per chissà cos'altro: furti, violenze, diffusione di malattie, magari sono armati di missili terra-terra di gittata ridotta sufficienti a colpire la scuola se sparati dall'ex ospedale di Calambrone.  Al presidio all'ex ospedale ortopedico, all'incontro al Continental con le istituzioni, sugli striscioni lasciati sulla strada, quello slogan "a 150 metri dalla scuola" resta come un segnale, un ulteriore parametro rivelatore della progressiva perdita della dimensione solidaristica, del senso di umanità, della definitiva prevalenza di una percezione dell'esistenza come trionfo dell'egoismo. Dice che non interessa indagare e analizzare la natura, le storie, le motivazioni e i desideri del popolo di giovani disgraziati o disperati in fuga da guerre civili e stati dilaniati tra il potere fin qui costituito e una rivoluzione in atto il cui sbocco ancora sfugge.  Tanto non convince quella giovane mamma: quella folla in fuga è tale, non significa persone, ma massa. Non esige una riflessione o una comprensione dei desideri, della voglia di vivere, che certo comprendono anche quel che non ci piace, come gli espedienti, le furbizie e la tendenza a delinquere che possono risiedere nei vari Tamil, Abdul o Alì per almeno sopravvivere.  Resta una folla di invasori che non la distoglie dal pregiudizio che prevale sulla conoscenza della realtà. Anche la valutazione concreta del rischio che possono correre i bambini dentro una scuola per via della vicinanza di un centro di accoglienza di migranti non viene fatta.  Non muta la percezione di pericolo che comunque si afferma in quella giovane mamma e in altri - e non sono pochi - che condividono le sue parole e i suoi sentimenti.  Ora sarà rassicurata. L'ex ospedale di Calambrone resterà vuoto e in attesa di vendita che lo destina a diventare - si spera - un centro di ricettività turistica o residenziale. Accoglienza di vite probabilmente più serene e sicuramente più garantite.  Al suo interno, intanto, però c'è un marchio, ci sono i danni che hanno sabotato gli interventi realizzati per ospitare i migranti e c'è quella scritta - "L'Italia agli italiani" - che segna una deriva razzista. Che, anche se lei sinceramente crede il contrario, accomuna vandali e quella giovane mamma. C'è uno slogan semplice per capire il perché: "La Terra agli umani". Ma probabilmente, quella mamma non avverte che anche questo provoca una contestazione. È quella degli animalisti, che avrebbero ragione, perché su questo pianeta anche gli animali hanno diritto di abitarlo. Figuriamoci gli uomini.  Ma ormai non ci vergogniamo neanche più delle barriere che innalziamo intorno a noi, alle nostre case, al nostro appartamento, rinchiudendoci magari davanti alla tv che ci racconta e non ci fa sperimentare il mondo che viviamo. E così ci sentiamo al sicuro. Ma soli, senza aver più voglia di scoprire, conoscere e capire gli altri abitanti del pianeta. Anzi, ne abbiamo paura se arrivano a 150 metri dalla scuola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa