La manifestazione
Ora protesta l'altra Tirrenia
Donatella Lascar
Nasce un comitato contro la rivolta anti profughi
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TIRRENIA. «Gli atti di inciviltà che si sono visti a Calambrone non rappresentano l'intera popolazione del litorale». Lo affermano alcuni abitanti parlando della protesta anti tunisini registrata nei giorni scorsi. Giovedì sera è nato un comitato come reazione alle polemiche contro gli stranieri inizialmente destinati all'ex ospedale di Calambrone che è stato addirittura sabotato. «Un modo per prendere le distanze dalle scritte xenofobe, dalle violenze verbali che hanno accompagnato il blocco stradale e altro. Insomma, bisogna rompere il silenzio in cui siamo stati fino ad oggi. Siamo rimasti costernati dagli avvenimenti». Così hanno detto alcuni portavoce del neo comitato come Guia Giannessi, Michela Falchi, Stefania Pandolfi e altri. La riunione si è svolta a Marina nei locali dalla scuola media e vi hanno partecipato una trentina di persone che si sono ritrovate tramite passa parola e Facebook. Dall'incontro è scaturito un comunicato che domani verrà portato al Consiglio territoriale di partecipazione (ore 21) convocato per parlare della situazione dei migranti sul litorale e degli atti vandalici all'ex ospedale. «Io abito poco lontano da dove si è svolto il presidio - racconta Nadia Ricci - e mi sono spaventata anche fisicamente per come sono stata trattata. Stavo rientrando in macchina a casa dove avevo lasciato da sola una ragazza handicappata e non mi hanno fatta passare. Sono dovuta andare a piedi malgrado avessi spiegato che avevo urgenza di rientrare. Non hanno sentito ragioni. Per tre giorni io, mio marito e mia figlia non siamo riusciti ad uscire con la macchina. Mi domando il perché di tutta questa violenza». Nel comunicato, infatti, si legge che «probabilmente è stata proprio la paura mischiata alla disinformazione e all'ignoranza a spingere tranquilli cittadini a comportarsi come fanatici». Si aggiunge che quegli «stessi cittadini in altre occasioni, come per il rigassificatore o l'antenna Wind nei pressi della scuola Viviani, non hanno dimostrato la stessa sensibilità». «Come insegnanti - affermano Guia Giannessi e Michela Falchi che a scuola si occupano di intercultura -, ci siamo sentite indignate. Dato che in tutta la provincia siamo state pioniere dell'integrazione con l'accoglienza dei rom, pensavamo che certi valori come l'accoglienza e la tolleranza fossero ormai radicati in questa comunità. Invece ci siamo sbagliate». Fabiano Orsini sottolinea altri due aspetti della questione: «Credo che in situazioni come queste i rappresentanti delle associazioni di categoria non dovrebbero fare da capofila, come invece è avvenuto». Tutti gli appartenenti al neo comitato si sono rivolti alla Pubblica Assistenza del Litorale (Palp) per mettere a disposizione le loro competenze lavorative e dare un contributo a gestire l'emergenza immigrazione. Il comitato, come prima iniziativa, ha organizzato per il 28 aprile un incontro con don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza. Infine, ieri è stato affisso in varie zone del litorale un volantino non firmato che invita "cittadini responsabili" ad una riunione per stasera al "Giardino di Poppa". «Non ne so nulla - dice il titolare, Fabrizio Porri - Anzi, non escludo una querela contro ignoti».
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