Il dolore
Il Comune va avanti e il cartello delle associazioni rischia di rimanere senza sede
Rebeldìa ha snobbato il bando
Gianluca Campanella
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Larea dietro al palazzetto dello sport Ma per gli spazi di via Pisano sono arrivate altre tre offerte
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PISA. È scaduto ieri alle 12,30 il termine per manifestare interesse verso la struttura tra via Andrea Pisano e via Atleti azzurri. Si sono presentate tre associazioni, ma Rebeldìa ha disertato il deposito in Comune; e in una conferenza stampa ha simbolicamente consegnato il suo progetto solo alla città. Il bando quindi va avanti e la zona vicina alla piscina comunale rischia di essere assegnata a qualcun altro. Infatti, l'immobile era stato messo a gara il mese scorso per tradurre gli impegni presi dalla conferenza servizi (Comune, Provincia, Università e Diritto allo studio) verso Rebeldìa, che in cambio avrebbe lasciato la vecchia sede in via Battisti. Ora l'assessore al sociale Maria Paola Ciccone rivendica «il percorso di legalità che abbiamo seguito: qualcuno non ha voluto usufruire delle opportunità date, ma noi dobbiamo garantire l'interesse della città». Al contrario, il cartello di 33 associazioni ritiene che «il Comune non abbia mantenuto i patti: nell'avviso della manifestazione d'interesse è stato inserito in modo surrettizio un vincolo, la variante urbanistica, che richiede almeno un anno per essere approvata; mentre l'accordo era che il 15 maggio via Pisano sarebbe stata assegnata». Pertanto il "Laboratorio delle disobbedienze" ribadisce «interesse sull'area, ma non abbiamo partecipato alle condizioni dell'amministrazione: chiediamo che si proceda all'assegnazione diretta. Tutta la città sapeva che quel bando era per noi». Intanto sul sito dell'assessorato alle politiche giovanili, i tecnici, i dirigenti e gli amministratori rispondono alle nove domande poste da Rebeldìa sulla stesura del bando: in particolare, sui tempi, si precisa che il Comune «possa procedere "sotto condizione" all'affidamento della concessione in uso del bene». Le associazioni rispondono: «Una farsa. In quel paragrafo ci sono sei condizionali». E sull'assegnazione temporanea: «Abbiamo già dato! È dal 2006 che viviamo nella precarietà». Sempre sul sito, c'è pure la risposta alla società Canottieri Arno, che aveva protocollato un preavviso di ricorso al Tar, criticando alcuni punti del bando. Il Comune elenca sette motivazioni in base alle quali il ricorso sarebbe destinato a fallire. Così la gara va avanti: la commissione esaminerà i progetti presentati e a breve ufficializzerà punteggi e vincitore. In un comunicato, uno dei tre candidati spiega i motivi della partecipazione: si tratta di un'aggregazione di associazioni chiamata "Cittadella di San Ranieri" e comprende nove sigle, tra cui molti movimenti cristiani. La Cittadella intende «lavorare sempre più in rete e ha presentato un progetto ambizioso che prevede di creare uno spazio accogliente e aperto al quartiere e alla città intera, ai suoi giovani, agli studenti e ai migranti, per favorire un'integrazione tra le diverse fasce di popolazione, che troppo spesso costituiscono tra loro dei corpi estranei».
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