Sicurezza
Entro fine mese due incontri risolutivi a Roma fra gli enti soci della Fondazione Monasterio
Cnr, verso un accordo sulla convenzione
Candida Virgone
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LIstituto di Fisiologia Polemiche fra i dipendenti di Ifc che, nonostante la sospensione, continuano a lavorare
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PISA. Sembra che si arrivi in tempi brevi, probabilmente entro fine mese, all'attesa schiarita per il caso del Cnr. L'ultima riunione, avvenuta mercoledì a Roma, ha segnato un passo importante per l'accordo fra i tre soci della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio. Soci che sono appunto la Fondazione, il consiglio superiore delle ricerche e la Regione. Il prossimo appuntamento è a metà aprile per nuove intese sulla bozza della convenzione di cui si discute da ben quattro anni, mentre i dipendenti restano nella bufera. Il personale dell'Istituto di Fisiologia clinica che opera per la Fondazione, infatti, si trova dal 2007 a lavorare in un vuoto giuridico ed economico nonostante anni di professione e ricerca; quello della Fondazione, in cui sono compresi i dipendenti dell'ex Opa di Massa, 140 persone, ha contro una sentenza della Corte costituzionale che boccia il comma di un articolo delle legge istitutiva della Monasterio con cui passa da privata a pubblica e quindi la loro assunzione in assenza di una selezione pubblica. L'ultimo incontro, previsto entro fine mese, potrebbe essere il passo finale di una diatriba che va avanti appunto al 2007. Ma il clima non è proprio disteso. Se non si fosse raggiunto un accordo, finalmente, su statuto e convenzione - infatti - il Cnr ai primi di marzo aveva minacciato di sospendere dal lavoro della Fondazione tutto il suo personale, tecnici, laureati non medici e medici, in tre battute: uno scaglione entro 15 giorni, il secondo entro 30, il terzo entro 45. Ma il direttore della Fondazione, il professor Luigi Donato, aveva chiesto la sospensione di questi provvedimenti, il primo già attuato, il secondo in divenire, al presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Fabrizio Tuzzi. La proposta di revoca è stata accolta, ma solo per i medici; di fatto la sospensione dall'attività della Fondazione rimane in atto per il primo blocco di personale, tecnici e laureati non medici, ma solo virtualmente, perché loro, non senza polemiche, non hanno mai cessato di lavorare anche per la Monasterio.
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