Il Tirreno

Pisa

Ateneo, tagli ai dipartimenti

Enrico Santus
Studenti nel cortile della Sapienza
◗
Studenti nel cortile della Sapienza

Verso l'accorpamento quelli con meno di cinquanta docenti

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Cresce il rischio di accorpamento per circa la metà dei 48 dipartimenti dell'Università. Nei prossimi giorni sarà discussa nella commissione statuto la proposta di alzare a 50 il numero minimo di docenti necessari per conservare l'indipendenza dei dipartimenti.  Tale innalzamento di dieci unità rispetto al minimo previsto dalla legge 240/10, qualora venisse approvato, provocherebbe la scomparsa di circa la metà dei dipartimenti finora esistenti nell'ateneo, riducendone il numero complessivo a poco più di venti.  A farne le spese maggiori sarebbero anche i due dipartimenti di Ingegneria Civile e Scienze della Terra, che costituiscono due aree culturali fortemente indipendenti e che necessitano pertanto di una certa autonomia. Lo ha denunciato in una lettera inviata al rettore e alla stessa commissione statuto Rodolfo Carosi, rappresentante dell'area di Scienze della Terra nel Consiglio universitario nazionale.  Secondo il professore, l'innalzamento del vincolo a cinquanta docenti penalizzerebbe uno dei dipartimenti più produttivi dell'ateneo, che invece supererebbe la soglia prevista dalla riforma Gelmini.  «Scienze della Terra - ha fatto sapere Carosi - è uno dei dipartimenti più attivi su scala nazionale e svolge un ruolo strategico sia a livello regionale che nazionale per lo studio del rischio sismico, vulcanico e idrogeologico. Se venisse accorpato ad un dipartimento come Fisica, ci troveremmo a dover prendere decisioni condivise in una condizione di minoranza».  Secondo Carosi, «è importante che si accorpino aree omogenee e affini, come quelle presenti a Economia, ma bisogna evitare di snaturare dipartimenti che necessitano di una certa indipendenza».  «Purtroppo l'orientamento prevalente sembra essere quello di decidere in base al numero di docenti afferenti - ha fatto sapere Paolo Rossi, preside della Facoltà di Scienze -. Credo che sia un grave errore tecnico inserire in una legge o in uno statuto vincoli quantitativi piuttosto che cognitivi: è giusto che molti dipartimenti siano accorpati, ma il criterio dovrebbe essere l'affinità culturale, non il numero di docenti».  D'accordo anche Franco Turini, direttore del dipartimento di Informatica e membro della commissione statuto, che prevede di presentare un emendamento che salvi quei dipartimenti che rappresentano un'area culturale accettata dal Consiglio universitario nazionale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web