Il Tirreno

Pisa

Una macchina contro il cancro

Candida Virgone
Il professor Greco presenta il nuovo apoparecchio
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Il professor Greco presenta il nuovo apoparecchio

Presto la firma di una convenzione con l'ospedale

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PISA. Prima in Italia e fra le poche presenti in Europa, è già in funzione a Pisa una macchina rivoluzionaria per la radioterapia dei tumori di qualsiasi tipo, delle metastasi e delle eventuali recidive. Una macchina capace di dare effetti concreti anche con una sola somministrazione, ablativa e non invasiva, come precisiano gli oncologi, di pochi minuti rispetto alle normali radioterapie che di minuti ne durano anche quaranta. Una macchina in grado di «bombardare» l'obiettivo prefissato salvando gli altri organi e soprattutto quelli già toccati da precedenti interventi, capace addirittura di seguire il bersaglio nonostante gli spostamenti a cui normalmente gli organi incorrono o che sono provocati dal respiro del paziente durante la seduta. Una macchina sfruttata nel 30% delle sue potenzialità tecnologiche, mentre il 70% è ancora oggetto di sperimentazione. È stata installata nella casa di cura di San Rossore, dove sono già stati curati due pazienti privati, e sarà al servizio degli utenti del polo oncologico del Santa Chiara grazie ad un'apposita convenzione che verrà presto siglata, come assicura il direttore generale, Carlo Rinaldo Tomassini, con l'Aoup, l'azienda ospedaliero-universitaria pisana. Il rimborso delle spese per i pazienti passa attraverso la Regione ed il servizio sanitario nazionale.  L'apparecchio, costato cinque milioni di euro e che richiede l'impiego di dieci persone fra medici, fisici e tecnici, è un acceleratore lineare, unico nella penisola ad essere dotato di collimatore ad alta risoluzione. Si chiama TrueBeam Stx. A presentarlo, ieri mattina, nella clinica di San Rossore, il professor Carlo Greco, associato di radioterapia oncologica alla facoltà di medicina, direttore della scuola di specializzazione nella materia, presidente del corso di laurea in diagnostica per immagine e radioteparia dell'ateneo, e direttore dell'unità operativa di radioterapia dell'azienda. Medico e biologo, specialista dello Ieo, da anni è research fellow al laboratorio di radiologia del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, Mskcc, di New York, dove nel 2009 ha già lavorato al prototipo dell'acceleratore, e con cui è partito a gennaio uno studio su 200 pazienti, 100 in Usa e 100 a Pisa, per la somministrazione della terapia in un'unica o in tre dosi su malati con massimo cinque metastasi. Obiettivo del programma di ricerca è dimostrare che la somministrazione in un'unica dose è altrettanto sicura, soprattutto se irradiata in sedi critiche.  Con lui, il presidente e un consigliere della Casa di cura San Rossore, l'avvocato Andrea Madonna e il padre Raffaele, e l'ing. Roberto Biscaldi, ad della Varian Italia, la società costruttrice dell'apparecchio.  Mentre Andrea Madonna ha sottolineato come, grazie alla collaborazione con l'Aoup, la macchina sarà presto a disposizione del territorio, Biscaldi ha rilevato come questa innovazione porterà il mondo della clinica a rivedere i protocolli. «La macchina - ha detto Greco - può trattare la maggioranza dei casi che prevedono una radio, ma è particolarmente indicata per lesioni in sedi difficili, quelle vertebrali e paraspinali, le intracraniche vicine a strutture critiche e le toraciche, potendo eliminare le incertezze del posizionamento dovute alla respirazione».

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