Il lutto
Alluvione, in arrivo i soldi per le famiglie
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Una immagine della esondazione del Serchio nel dicembre del 2009Il sindaco sulla mancata bonifica di alcune zone allagate: spetta ai privati
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VECCHIANO. Dovrebbero finalmente essere stati sbloccati dalla Regione i circa 800mila euro destinati ai risarcimenti delle famiglie colpite dell'alluvione del Serchio del dicembre 2009. La cifra, già stanziata, era rientrata nei vincoli di stabilità del bilancio regionale e quindi non ancora nella disponibilità delle 64 famiglie che ne avevano diritto. «Fino ad ora non abbiamo visto un euro - dice Fulvia Malfatti a nome dei residenti -. Mentre le aziende sono già state rimborsate, per noi solo discorsi. E adesso anche il patto di stabilità». I fondi stanziati riguardano sia i danni ai beni immobili, che a quelli mobili. Si parla di 545mila euro per il risarcimento alle abitazioni, 275mila per gli arredamenti e 30mila per i mezzi registrati. I soldi una volta sbloccati dalla Regione saranno trasferiti al Comune di Vecchiano che, a seconda della graduatoria, provvederà direttamente a girarli ai residenti colpiti dall'alluvione secondo la graduatoria. Il sindaco Rodolfo Pardini ha parlato ieri con il portavoce del presidente della Regione Enrico Rossi, ricevendo rassicurazioni sull'operazione: «Mi ha detto che oggi i fondi saranno sbloccati. Appena ci arriveranno nelle casse comunali non fare che girarli a coloro che ne hanno diritto. Ci sono stati problemi con i vincoli di bilancio dell'ente». Per quanto riguarda gli indennizzi relativi agli immobili, la Regione ha dato due possibilità di rimborso: o anticipando le spese e poi alla fine eventualmente avere indietro quanto non utilizzato, o pagando dopo la presentazione delle fatture di fine lavoro. 24 residenti hanno deciso di chiedere l'indennizzo alla presentazione della fattura (per un totale di 240mila euro) e quindi dovranno attendere; gli altri invece riceveranno 305mila euro per iniziare gli interventi. Il sindaco Rodolfo Pardini risponde anche alle accuse mosse da alcuni residenti sulla mancato bonifica delle zone allegate (ancora in parte invase da tronchi): «Si tratta di terreni agricoli privati - conclude il primo cittadino - sui quali l'amministrazione comunale non può intervenire. E non esiste alcuna ordinanza di protezione civile per questo scopo. Spetta quindi ai proprietari la bonifica».
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