Il Tirreno

Pisa

Una diga di fango e una chiazza oleosa

Daniela Salvestroni
La chiatta e i carabinieri al Calambrone
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La chiatta e i carabinieri al Calambrone

Calambrone, il Circolo il Ponte critica le operazioni di dragaggio

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 CALAMBRONE. La draga nel canale dello scolmatore ieri avrebbe creato una diga di fango da sponda a sponda che bloccherebbe decine di imbarcazioni, mentre si è formata anche una chiazza oleosa di 400 metri circa: la protesta arriva dal circolo Il Ponte del Calambrone.  «Invece di caricare i fanghi dragati a bordo della chiatta - dichiara Andrea Auteri a nome dei cinquecento soci del circolo - li hanno scaricati nel canale, nell'ultimo tratto prima che sfoci in mare, creando un blocco, una diga di 70 metri di melma e argilla che va da sponda a sponda. Già avevamo problemi a muovere 25 barche perché il livello dell'acqua si è abbassato e si sono formate alcune spiaggette, ora non si può più uscire in mare e questo riguarda circa 300 imbarcazioni».  Nel pomeriggio la situazione si aggrava. «Si è formata una chiazza d'olio di 400/500 metri che va verso il mare - afferma Auteri - È stata causata dallo spostamento dei fanghi dragati nel canale. Se li avessero caricati a bordo della chiatta non sarebbe successo. E la chiazza ha anche causato la morte di alcuni pesci. A questo punto abbiamo richiesto l'intervento dei carabinieri». Sul posto si è recata anche l'Arpat. La Navicelli spa replica che i lavori di dragaggio in corso sono regolari e servono per consentire la navigazione. «Noi abbiamo effettuato lo spostamento dei fanghi in alveo - spiega il presidente Giovandomenico Caridi - per garantire la navigazione, come autorizzato dalla Provincia e senza interrompere il normale flusso della navigazione e idraulico».

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