Sicurezza
AZIENDA OSPEDALIERA
Tumori, medici cinesi studiano tecniche mini invasive
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PISA. «Gli ultimi due decenni sono stati contrassegnati da una costante mutazione delle procedure chirurgiche in ambito oncologico grazie all'innovazione tecnologica che ha giocato un ruolo fondamentale sostituendosi o completando l'atto chirurgico. Il risultato è una riduzione del numero degli interventi con utilizzo esteso ed obbligato della mini-invasività. Per questo è nostro dovere educare i nuovi chirurghi ad un utilizzo critico e fecondo di ciò che di innovativo ci propone la ricerca in campo sanitario». In queste parole, pronunciate dal prof. Franco Mosca c'è l'estrema sintesi delle risultanze del IV Forum Italo-Cinese di Ultrasonologia, conclusosi ieri nei reparti interessati dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e organizzato in collaborazione con "Esaote", azienda italiana leader nella diagnostica medica ad immagini. Una full immersion di tre giorni per 50 medici, direttori di ospedali e di dipartimenti di diagnostica, provenienti da oltre 30 province cinesi, per apprendere l'impiego delle nuove tecnologie mini-invasive nel trattamento delle patologie tumorali. Le tecnologie per terapie percutanee guidate dall'imaging rappresentano un settore in forte espansione con risultati ottimali nella rimozione selettiva del tessuto neoplastico. Le aree di applicazione trattate nel Forum sono state la tiroide, il fegato, il rene e il polmone. «La terapia a luce Laser - dice il prof. Paolo Vitti, direttore del Dipartimento di Endocrinologia e Rene - viene utilizzata anche per il trattamento dei noduli benigni di grandi dimensioni. I risultati preliminari hanno dimostrato una riduzione significativa delle dimensioni del nodulo (dal 50 all'80%) e la scomparsa dei disturbi compressivi. Tale procedura è eseguita solo in anestesia locale, è poco fastidiosa, richiede pochi minuti e non provoca effetti collaterali e complicanze maggiori». Strumentazioni, tecniche e protocolli d'impiego adesso a disposizione anche della sanità cinese, grazie a questa collaborazione ormai ventennale, come ha ricordato nell'occasione il prof. Carlo Bartolozzi, direttore dipartimento Radiologia Diagnostica e Interventistica, dal 1991 divenuto un "prezioso" ambasciatore della Sanità Italiana, nella Terra del Dragone. D.G.
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