Attenzione
La complessità dei rapporti tra realtà e rappresentazione
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La Compagnia del TeatroLux riporta in scena "Niente più niente al mondo", dal testo omonimo di Massimo Carlotto, con repliche previste a Pisa (CinemaTeatroLux, da oggi a sabato, Firenze (Teatro delle Spiagge, 15 aprile) e Milano (Teatro Libero, dal 18 al 23 maggio). Un testo rappresentato per la prima volta nel 2006, presso il Cinemateatrolux. All'origine del fatto, una famiglia di quelle dove nascere femmina è ancora un problema. Un quartiere della periferia del Nord Italia, ormai emblema delle contraddizioni e della crisi di tutto un Paese. Gli ingredienti dell'Italietta di questi anni ci sono tutti: le promozioni al Supermegadiscount, la speranza nel Superenalotto, la tv di Chi l'ha visto? e di Maria De Filippi. È il dramma della disoccupazione, di uno stipendio da 1.042 euro meno 300 euro d'affitto meno le bollette meno 127 euro di rata auto, la miseria di 1 pizza al mese e 2 sabati a ballare. La bottiglia come unico piacere della giornata. È da questo affresco sociale che di fronte al pubblico si staglia sempre più chiaro il dramma delle donne che si sentono tanto sole da non sopportare la delusione e la paura della vita, al punto da decidere di toglierle anche ai propri figli; il dramma delle donne che vivono in una società priva di ogni valore morale, in cui ciò che conta è solo il successo, la fama, il denaro. Se Carlotto con il suo linguaggio crudo, ironico e tagliente riesce a svelare, dietro le apparenze di un ordinario, anonimo quadro di vita familiare i meccanismi e l'escalation che conducono al dramma più scabroso, lo spettacolo diretto da Pierazzini prova a mostrarci qualcosa di dibattuto e altrettanto incompreso e fastidioso: la complessità dei rapporti tra realtà e rappresentazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google