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Pisa

Vite straordinarie e storie inedite delle donne a Pisa

Vite straordinarie e storie inedite delle donne a Pisa

Una ventina di ritratti, da Kinzica a Berta e la curiosità che Frankstein fu scritto qui

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 PISA. Storie spesso sconosciute di donne emergono dalle pagine scritte a quattro mani da Athos Bigongiali e Giuseppe Meucci nella rievocazione di parte della memoria pisana.  Per la prima volta impegnati insieme in un libro che si annuncia come una novità di questa primavera ("Sebben che siamo donne" edito da Felici, pag. 175 Euro 13,50), Bigongiali e Meucci, scrittori di lungo corso, rievocano una ventina di personaggi femminili, alcuni noti altri meno, che a vario titolo compaiono nella storia pisana dell'ultimo millennio. A cominciare da Kinzica, di cui viene proposta un'originale rilettura della leggenda, fino a concludere con Fausta Giani Cecchini, figura di grande spicco, primo sindaco donna di un comune capoluogo. Nel mezzo altre storie che fanno balzare primo piano personaggi straordinari e a volte dimenticati, come quella Sophie Caudeiron, la giovane francese entrata a far parte della famiglia degli illustri medici pisani Vaccà Berlinghieri negli anni a cavallo fra il Settecento e Ottocento quando a Pisa prendevano corpo i primi movimenti risorgimentali.  Straordinaria figura di donna, Sophie Caudeiron, fu protagonista della vita culturale e sociale di Pisa anche negli anni della Restaurazione e ospitò nel suo palazzo sul Lungarno i coniugi Shelley, tanto che oggi autorevoli studiosi ritengono che il Frankstein di Mary Shelley, abbia avuto la sua stesura definitiva proprio durante il soggiorno pisano della scrittrice inglese. Alla creazione di quella celebre "storia gotica" non sono stati estranei dunque proprio i misteriosi studi sui fluidi vitali compiuti a Pisa dal grande chirurgo Andrea Vaccà Berlinghieri marito della giovane Sophie.  Dalle pagine del libro emergono anche personaggi come suor Francesca Fabbroni, la badessa del convento delle Benedettine che nel Seicento fu condannata dall'Inquisizione per eresia e poi mandata al rogo da morta. Non mancano Eleonora Duse e il figlio segreto partorito a Marina vent'anni prima che vi tornasse con D'Annunzio, la regina Elena di Savoia e gli aneddoti dei suoi soggiorni a San Rossore, la poetessa Elisabeth Barrett Browning e Pepita Tudò, la modella utilizzata da Goya per "La maja desnuda" che si rifugiò in esilio a Pisa e seppellì nella chiesa del Carmine il suo primo figlio. Altre rievocazioni sono dedicate a Teresa Lucignani che ispirò Leopardi, a Matilde Manzoni, alle "segnorine" di Tombolo, alla "Bella Elvira", la cui uccisione fu al centro di un caso giudiziario che fece epoca, a Berta Berti e al suo "banco della liberta", fino a donna Paola Piaggio e alla sua straordinaria avventura umana. «Abbiamo voluto scrivere - dicono Bigongiali e Meucci - un libro capace di tenere accesa una fiammella su mille anni di storia pisana, illuminando episodi e personaggi femminili poco noti. Un libro che vuole essere anche un un'opera aperta cui aggiungere altri nomi e storie per continuare a educare e coltivare la memoria che è fra le più preziose delle facoltà umane».

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