Il Tirreno

Pisa

Tunisini a San Rossore e San Piero

Giovanni Parlato
A sinistra lo stabile all’interno del Parco di San Rossore e a destra l’edificio a San Piero sulla via Bigattiera
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A sinistra lo stabile all’interno del Parco di San Rossore e a destra l’edificio a San Piero sulla via Bigattiera

Anche per il sabotaggio abbandonato l'ex ospedale a Calambrone

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CALAMBRONE. Alla fine, la soluzione dell'ex ospedale ortopedico di Calambrone si è eclissata. Già lunedì mattina, le istituzioni, mentre la protesta era in corso, stavano cercando alternative all'interno del territorio della provincia di Pisa. Alternative che sono divenute reali sia perché di fattibile soluzione nell'arco di poco tempo sia perché dei vandali, nella notte fra lunedì e martedì, si sono introdotti all'interno della struttura recando dei danni che hanno vanificato il lavoro precedente. Un atto condannato duramente dal presidente della Regione, Enrico Rossi, dal sindaco Marco Filippeschi e dal presidente della Provincia, Andrea Pieroni. 

Così, i tunisini stamani, dopo essere sbarcati al porto di Livorno, saranno trasportati alla Torretta a San Piero, l'ex dipartimento di Biochimica dell'università di Pisa da anni in gestione ai vigili del fuoco e alla Piaggerta, all'interno del Parco di San Rossore. Ne andranno 40 da una parte e altri 40 dall'altra che, sommati ai 22 di Montopoli, sono complessivamente i cento destinati al territorio provinciale pisano.  L'edificio a San Piero, sulla via Bigattiera, è di proprietà dell'università di Pisa che è stata contattata dalla Prefettura di Pisa per avere la disponibilità della struttura che dalla metà degli anni Novanta è gestita dal comando provinciale dei vigili del fuoco che la utilizzano come base estiva.

Ma da due anni è chiusa e la base sull'Arno è diventata la base operativa per i soccorsi da mare. Ieri, operai e tecnici lavoravano per rendere operativa la sede.  La struttura alla Piargetta a San Rossore ricade nel territorio del comune di San Giuliano. «È un immobile ristrutturato di recente per i disabili - afferma Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano -, ci auguriamo che i migranti resteranno un tempo ristretto perché siamo all'interno di un Parco riconoscuto dall'Unesco. Naturalmente, confidiamo che gli invstimenti eseguiti non siano vanificati».  E, ieri, a Calambrone è stata un'altra giornata di protesta col presidio sempre davanti all'ex ospedale ortopedico.

Una manifestazione civile fatta su due passaggi pedonali che, in mattinata, ha bloccato il traffico. Su un passaggio c'erano solo mamme, per la precisione nove mamme e due nonni preoccupati dell'arrivo dei tunisini (l'opzione di Calambrone è stata tenuta in vita per quasi tutta la giornata senza una smentita ufficiale). «A due passi c'è la scuola dove portiamo i nostri figli e l'Istituto della Stella Maris con 53 bambini ricoverati. Non mi sembra il posto giusto», dice Giulia Caroti Ghelli, mamma di tre figli. E le altre mamme ricordano che «si aspetta l'estate per lavorare», «anche noi come Coltano abbiamo già dato», «ma come, li mandano via da un posto di mare come Lampedusa per portarli in un altro posto di mare».  Le donne che manifestavano hanno avuto la solidarietà di alcuni automobilisti e lavoratori come un camionista che le ha rifornite di jogurt e il prete di Tirrenia, don Remo, che è passato su un Apino e si è fermato per la benedizione.

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