Il Tirreno

Pisa

Soltanto la Cgil è d'accordo

L.M.
Un avviso delle Poste appeso alle cassette nell’atrio di un condominio
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Un avviso delle Poste appeso alle cassette nell’atrio di un condominio

Cisl e Uil contrarie: disservizi per i cittadini

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 PISA. È un coro dissonante quello che si leva dai sindacati all'invito di Poste Italiane. Per alcuni installare le cassette della posta all'esterno degli edifici non porterebbe altro che guai e i primi a farne le spese (non solo dal punto di vista economico) sarebbero i cittadini. Altri invece sono favorevoli, e vedono il cambiamento come uno stare al passo con i tempi.  «Compatibilmente con le esigenze personali, rendere agevole la consegna è nell'interesse di tutti - sostiene Mario Frongia, coordinatore del Sindacato dei lavoratori della comunicazione della Cgil - Capisco la motivata resistenza al provvedimento nei centri storici, dove il Comune potrebbe dire la sua in caso di installazioni di cattivo gusto, ma ad esempio i residenti e i condomini di Cascina si sono già adeguati senza problemi».  E il maltempo? E i possibili furti?  «Esistono cassette per la posta resistenti all'acqua o coperte. Se qualcuno vuole scassinarle, non credo faccia molta differenza se si trovano fuori dall'abitazione o nell'androne del condominio, dove il viavai è continuo».  Secondo Frongia, l'invito delle Poste è «un sintomo chiaro che il mondo è cambiato: oggi viviamo in paesi-dormitorio, dove spesso la gente è fuori casa. Oltre a quelli di Poste Italiane, al giorno d'oggi ci sono poi altri soggetti che portano le lettere e che sono meno riconoscibili di un postino tradizionale: con la cassetta esterna il residente è esonerato dalla necessità di aprire a sconosciuti, magari per far consegnare posta che non lo riguarda».  Un giudizio di segno opposto arriva dai sindacati Cisl e Uil. «Le cassette per la posta esterne creerebbero serie difficoltà per le categorie che soffrono, come anziani e portatori di handicap», dice Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl. Anche il segretario generale della Uil, Renzo Rossi, esprime forti dubbi sulla nuova modalità di consegna della posta: «Diventa un servizio per l'azienda e un disservizio per i cittadini, dato che sicuramente si formeranno code chilometriche negli uffici per ritirare la posta che non è stata consegnata, per non parlare poi della spesa a breve termine».  «Probabilmente - continua Rossi - la preferenza da parte delle Poste di una simile modalità di consegna è legata all'uso di personale precario, con contratti da portalettere di 2 o 3 mesi, il che precarizza l'intero sistema».

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