Attenzione
Dibattito alla Scuola SantAnna sul rapporto tra università e mondo del lavoro
«Riforma punitiva, ma dobbiamo conviverci»
Gianni Parrini
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Un momento dellincontro alla Scuola SantAnna 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «C'è una sfiducia ontologica nei confronti del mondo dell'università e la riforma Gelmini nasce proprio da questo atteggiamento punitivo». È il giudizio di Giovanni Bachelet, parlamentare del Pd, intervenuto ieri pomeriggio alla giornata di studi organizzata nell'aula magna storica della Scuola Superiore Sant'Anna per discutere dei cambiamenti portati dalla legge 240 e fare il punto su alcuni temi chiave. I lavori si sono aperti al mattino, con gli interventi del direttore della Sant'Anna Maria Chiara Carrozza, e del rettore dell'Università di Pisa Massimo Augello, e sono proseguiti con una discussione di natura più tecnica sull'autonomia e la responsabilità delle università, sulla valutazione della didattica e della ricerca e sul federalismo. Nel pomeriggio, invece, il direttore del "Tirreno" Roberto Bernabò ha coordinato una tavola rotonda sulle relazioni tra università e "sistema Paese". Il parlamentare Bachelet ha sottolineato come alla base della riforma non ci sia un'attenta diagnosi dei mali del sistema accademico italiano: «Sarebbe stato opportuno valutare le inefficienze e fare i regolamenti attuativi della riforma Moratti del 2004 che ancora mancano. Ma il governo ha preferito operare senza tener conto di questi elementi, tagliando indiscriminatamente le risorse e aggiungendo nuovi interventi». Al centro del dibattito anche i temi della governance e dell'autonomia degli atenei. «Abbiamo denunciato i tagli operati dall'esecutivo, ma ora dobbiamo guardare avanti. Per anni le università sono state all'avanguardia nei processi di riforma della pubblica amministrazione - ha spiegato il professor Marco Mancini, segretario generale della conferenza dei rettori (Crui) - In passato sono stati commessi degli errori, ma ora dobbiamo far tesoro dell'esperienza pregressa e trovare nuovi assetti, compatibili con i vincoli imposti dalla Gelmini». È intervenuto anche Alberto Varetti, presidente della Cassa di Risparmio di Pisa Lucca e Livorno, che ha posto l'accento sulle opportunità di collaborazione tra imprese e mondo accademico date dalla riforma, che apre all'ingresso dei privati nei consigli di amministrazione degli atenei: «Le occasioni non mancano e toccano svariati ambiti. I giuristi, tanto per fare un esempio, potrebbero aiutare le fondazioni a predisporre il proprio statuto meglio di un notaio. E tutto questo, ovviamente, dietro un compenso».
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