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«Calano le rapine e scopriamo più ladri»

Il colonnello Di Meglio
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Il colonnello Di Meglio

Il colonnello Di Meglio, comandante provinciale: questa non è una città insicura

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 PISA. Se cresce il numero delle denunce significa anche che migliora il senso di fiducia dei cittadini nei confronti delle forze dell'ordine. Dietro le classifiche emerge una lettura razionale dei dati e un quadro della sicurezza pubblica che non può giustificare eccessivi allarmismi. Abbiamo perciò chiesto al colonnello Gioacchino Di Meglio, comandante provinciale dei carabinieri di Pisa, di commentare per noi l'inchiesta de Il Sole 24 Ore.  «I numeri, come anche le eventuali critiche, se costruttive, possono sempre trasformarsi in un contributo prezioso. E le cifre ci dicono che la situazione della sicurezza pubblica a Pisa è sostanzialmente buona, in linea con quella di pari realtà demografiche del nostro Paese. Certo, in alcune zone esistono situazioni da tenere sotto controllo, ma quando sento dire che in città regnano insicurezza e degrado mi sembra francamente un'esagerazione. Credo poi, senza nulla togliere all'autorevolezza della fonte giornalistica, che occorra saper leggere dietro la fredda legge dei numeri: il diffuso benessere, la presenza di importanti vie di comunicazione, di uno scalo aeroportuale di rilevanza internazionale, di aree altamente produttive, di imponenti flussi turistici, migratori e studenteschi, sono tutti fattori che fanno di Pisa una città con caratteristiche metropolitane, con tutte le conseguenze che ne conseguono anche sotto il profilo della sicurezza. Voglio dire che il bacino d'utenza della nostra città è di gran lunga superiore a quello della popolazione residente e tutto ciò, pur riflettendosi sull'andamento della criminalità, non può essere oggetto della rilevazione statistica».  «In sostanza - sostiene Di Meglio - non concordo assolutamente con chi definisce Pisa come una città insicura. Se così fosse, non vedremmo di certo le piazze affollate alla sera di gente intenta a divertirsi o a coltivare relazioni sociali. Credo che occorrano maggiore obiettività e buon senso, a tutti i livelli».  I numeri su cui è basata la ricerca de Il Sole 24 Ore sono relativi ai delitti denunciati nel primo semestre 2010. Il colonnello Di Meglio ha a disposizione i rilievi statistici dell'intera scorsa annualità: «Se vogliamo parlare di numeri, allora posso dirvi che, secondo i dati della nostra attività operativa, nel 2010 le rapine sono diminuite del 34,85% rispetto al 2009, mentre è cresciuto del 13,83% il numero dei furti scoperti, con un +30,36% di persone arrestate».  Un punto su cui si discute spesso è il controllo del territorio: «Il piano di controllo nel comune di Pisa prevede la suddivisione dell'area urbana e suburbana in cinque settori d'intervento, due dei quali affidati, a rotazione, all'Arma dei carabinieri e gli altri tre alla polizia. Inoltre in tali ambiti sono inseriti una serie di obiettivi sensibili presso cui viene effettuata una vigilanza dinamica consorziata».  Ma la questione degli immigrati e dei rom come si inserisce in questo quadro?  «Al 31 dicembre scorso gli extracomunitari legalmente residenti in provincia risultano 21.249, 8.545 dei quali nel solo comune di Pisa. Nel capoluogo è stata stimata la presenza di oltre 800 soggetti irregolari. Delle 286 persone arrestate da questo comando provinciale nel secondo semestre 2010, ben 120 (poco meno della metà, quindi) sono risultate extracomunitarie. Credo quindi che, a Pisa come altrove, gli irregolari concorrano notevolmente nella commissione di reati di microcriminalità, in particolare per quanto concerne quelli di droga e contro il patrimonio. Naturalmente ben vengano gli stranieri che scelgono il nostro Paese per lavorare e vivere una vita più serena; e ben vengano, di pari passo, iniziative umanitarie come quelle assunte nel tempo dagli enti locali».  «Non si può disconoscere - aggiunge l'ufficiale - come il fenomeno immigrazione stia assumendo proporzioni considerevoli. Proprio in questi giorni stiamo assistendo all'arrivo di consistenti flussi migratori in condizioni d'emergenza. Negare possibili ripercussioni sarebbe come voler prendere in giro l'opinione pubblica, ma sono certo che riusciremo a far fronte alla situazione nel migliore dei modi. Inoltre credo sia interesse di tutti evitare inutili allarmismi».

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