Il Tirreno

Pisa

Presidio a Calambrone contro l'arrivo dei tunisini

Donatella Lascar
Presidio a Calambrone contro l'arrivo dei tunisini

Imprenditori all'attacco: non li vogliamo qui, rovineranno la stagione turistica

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 CALAMBRONE. Mentre oggi al porto di Livorno arrivano i primi tunisini provenienti da Lampedusa - ma non sono destinati a Pisa - dalle 9 di stamani è in corso un presidio davanti all'ex ospedale di Calambrone destinato nei prossimi giorni ad accogliere oltre cento clandestini.  A promuoverlo è la Confcommercio, che già ieri aveva convocato una assemblea a cui hanno partecipato una quarantina di persone e che si era conclusa con l'affissione alla recinzione dell'ex ospedale di due striscioni che contestano Comune e Regione per la scelta. Sono stati anche distribuiti volantini su tutto il litorale con un invito a partecipare al presidio.  Alla riunione di ieri mattina a più riprese diversi operatori commerciali e alcuni cittadini hanno espresso preoccupazione per l'arrivo dei tunisini, in quanto siamo alle porte della stagione turistica.  Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio, nel presiedere la riunione ha sostenuto di farsi interprete del disagio e della rabbia decidendo di trasferire davanti all'ex ospedale la riunione di stasera alle 21, che su temi generali che riguardano il litorale l'associazione da tempo aveva già indetto all'Hotel Continental con il presidente di Confcommercio Luca Ciappi. Sono invitati il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, Cristina Martelli della Camera di Commercio e rappresentanti delle banche. Contemporaneamente a questa assemblea, dedicata ai problemi del litorale, compreso l'arrivo dei tunisini, si riunirà il Ctp (ex circoscrizione) alla scuola media di Marina.  Gli animi di chi ha partecipato all'incontro erano decisamente infiammati. E, senza considerare che era stata scongiurata l'ipotesi di creare un Cie alle porte della città, si è lamentato che l'ex ospedale di Calambrone si trova in mezzo a residenze turistiche alberghiere e che ne potrebbero derivare problemi di sicurezza.  Non solo, è circolata anche una ricostruzione degli eventi che ha fatto arrabbiare ancora di più i presenti. È stato detto, infatti, che che «quella di Coltano era una falsa manovra», nel senso che «le istituzioni sapevano in anticipo che i clandestini non sarebbero stati ospitati nell'ex centro radar, ma sul litorale».  «È stata una vera e propria presa in giro - si è aggiunto - festeggiare la vittoria su Coltano quando i lavori all'ex ospedale erano già cominciati da tempo. Insomma, è stata alimentata l'opinione che fosse già tutto stabilito prima.  In realtà, come si è appreso dall'Aoup, l'azienda ospedaliera proprietaria della struttura, i lavori all'ex ospedale iniziati una decina di giorni fa non hanno nulla a che vedere con la sistemazione dei migranti. Si erano resi necessari perché la struttura era stata usata termporaneamente come dormitorio da persone introdottesi in modo abusivo e quindi bisognava rimediare a qualche danno e metterla in sicurezza.  Ma a questa realtà non si vuol credere. E si oppone la convinzione che chi vive e lavora sul litorale subisce solo abusivismo commerciale e insediamenti abusivi come il campo Rom che si trova sulla Bigattiera. Ed è ricorsa più volte la lamentela «anche quando sono arrivati i rom c'era stato detto che sarebbero rimasti solo sei mesi e invece sono passati otto anni e sono ancora lì e sono aumentati».

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