Attenzione
Tanta rabbia, ma niente barricate
Donatella Lascar
Gli imprenditori del litorale: così è a rischio la stagione turistica
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CALAMBRONE. Nessuna manifestazione (per ora), ma tanta rabbia tra gli abitanti del litorale dopo aver appreso che nell'ex ospedale di Calambrone saranno ospitati un centinaio di tunisini provenienti da Lampedusa. Già iniziati i lavori per sistemare la struttura. «La gente è impaurita - dice Carla Casini, titolare dell'edicola in piazza a Tirrenia -. Questo è un problema serio a poche settimane dall'inizio della stagione turistica». Ancora più preoccupato è Nicola Benedetti, titolare di un'edicola ad un centinaio di metri dall'ex ospedale. «Consegnerò in Comune le chiavi del mio chiosco di giornali - afferma Benedetti -. Dall'inizio dell'anno ho già subito due furti e comincio ad avere paura a stare qui. Ora arrivano anche i clandestini. Mi domando se dovrò dormire nel chiosco. Mi sento abbandonato e preso in giro». Ma Benedetti è preoccupato anche per un'altra cosa. Che calino le prenotazioni alla casa per le ferie dei vigili del fuoco che si trova proprio accanto all'ex ospedale e che da maggio a settembre gli porta un aumento di fatturato. Contrario ai tunisini a Calambrone è anche Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio: «Il litorale non può e non deve rappresentare la soluzione, fosse anche temporanea». Antonio Palmieri, gestore della spiaggia attrezzata Il Paguro e responsabile per la Fiba degli stabilimenti associati di Calambrone, lancia una provocazione: «Perché il sindaco non fa una tendopoli a San Rossore dove c'è tanto spazio?». Enrico Fontani, presidente del Sib per Confcommercio, aggiunge: «Mi sembra che qui abbia ragione solo chi grida di più. Noi abbiamo sempre collaborato e farci una cosa del genere, tra capo e collo, non è giusto». Per domani alle 21, alla scuola media di Marina, è stato convocato il consiglio territoriale di partecipazione. Intanto il Comune ieri ha diffuso la notizie che 18 rom rumeni hanno lasciato il territorio pisano dietro incentivo (fino a 1.500 euro a famiglia).
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