Il Tirreno

Pisa

Scuola, una valanga di ricorsi

Angela Feo
Una protesta di docenti precari
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Una protesta di docenti precari

400 vertenze di docenti e personale Ata per gli scatti d'anzianità

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 PISA. Un diluvio di ricorsi. Che incombe sull'organizzazione della scuola, dopo la sentenza del tribunale di Genova, dove il giudice del lavoro ha sancito un risarcimento pari a 15 mesi di stipendio più gli interessi a un gruppo di precari con incarichi annuali per tre anni consecutivi. I dati forniti dai sindacati della provincia di Pisa parlano chiaro.  Se fino ad oggi sono già circa 400 le vertenze attivate (di cui il 65% da parte del personale docente e il 35% da parte di quello tecnico-amministrativo), si contano altri 300 precari della scuola, che hanno svolto più di 24 mesi di servizio e che dunque potrebbero essere potenzialmente interessati a intraprendere un percorso giudiziario per il riconoscimento degli scatti d'anzianità.  Già la sentenza del giudice del tribunale di Siena, che nel settembre scorso aveva dato ragione a un'insegnate precaria stabilendone l'immissione in ruolo, aveva generato una prima ondata di ricorsi. Adesso la sentenza di Genova che, recependo la recente normativa europea in tema di lavoro a tempo determinato, ha sanzionato l'illegittimità dei contratti a termine dei lavoratori precari, sembra confermare l'escalation giudiziaria per l'equiparazione giuridica ed economica degli insegnanti.  «È una vittoria importante - spiega Rodolfo Sorrenti, segretario provinciale di Pisa della Uil scuola, lo stesso sindacato che in Liguria ha assistito i 15 precari che hanno presentato ricorso al giudice del lavoro di Genova - Anche se è doveroso ricordare che si tratta di una sentenza di primo grado. Il nostro scopo resta comunque quello di fare in modo che il ministero sia disincentivato a utilizzare i precari nella scuola».  Il risarcimento che il Miur dovrà versare ai 15 precari ricorrenti di Genova è di ben 500.000 euro. Per un numero di ricorrenti molto più grande, l'erario potrebbe essere costretto a sborsare milioni di euro. Insomma, i sindacati confidano nel fatto che la scuola non potrà rimanere esposta a lungo al rischio-sentenze. «Purtroppo la situazione è tale che per veder riconosciuti i propri diritti è necessario ricorrere al tribunale - aggiunge anche Gabriella Bresci, della Flc Cgil di Pisa -. Ma la questione del precariato non può ridursi alla via giudiziaria, richiede una soluzione politica».  E proprio sul fronte politico la Cgil si è mossa portando avanti iniziative come "l'operazione 100.000": una proposta in cui il sindacato mostra che esiste la disponibilità per l'immissione in ruolo di 100.000 persone in tutta Italia.  Ma quali potrebbero essere le prospettive nella nostra provincia? «I posti in organico che vengono annualmente coperti con personale precario sono circa 400. Circa il 15-20% sono scoperti - spiega Sorrenti -. Quello che chiediamo è che almeno questi vengano messi ad assunzione, subito o in tempi certi». Stesso ragionamento per il personale Ata, dove si parla di 350 nomine ogni anno. «Nonostante i tagli - precisa Sorrenti - almeno 150 di questi posti dovrebbero diventare di ruolo».  Il segretario della Uil parla anche di posizioni che potrebbero liberarsi se fossero riattivate le procedure di mobilità interna. «In provincia, con la riattivazione del concorso per i dirigenti scolastici si creerebbero circa dieci posti. E poi è ripartito il concorso per ispettori tecnici rivolto ai docenti: anche qui si parla di una decina di assunzioni».

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