Il Tirreno

Pisa

L'assessore Sanzo: scelta sbagliata È scontro nel Partito democratico

Gianluca Campanella

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 PISA. L'assessore provinciale al turismo, Salvatore Sanzo, olimpionico di scherma e giornalista a Sky, invita a «una riflessione per individuare in fretta un altro sito dove accogliere i migranti di Lampedusa». Ma provoca le reazioni contrarie del suo partito, il Pd: dura quella del segretario provinciale Francesco Nocchi, più sfumata da parte del presidente della Provincia Andrea Pieroni.  Sanzo esprime il suo auspicio per andare incontro alle «preoccupazioni degli imprenditori e gestori balneari» che operano a Calambrone, sito di destinazione per i nordafricani, indicato dal governatore Enrico Rossi. Quindi solo la scelta dell'ex ospedale ortopedico sul litorale è discutibile, perché «noi abbiamo il dovere di difendere il nostro turismo»; invece Sanzo non contesta, anzi «condivido l'impostazione della Regione per un'accoglienza diffusa».  A stretto giro di posta, Nocchi diffonde una nota in cui bolla le dichiarazioni di Sanzo «superficiali e non condivisibili: rischiano di vanificare il lavoro che Comune, Provincia e Regione hanno fatto in pieno accordo e che ha portato alla cancellazione dell'ipotesi Cie a Coltano».  Non solo: secondo Nocchi l'assessore «utilizza argomentazioni del tutto simili a quelle del centrodestra. Sono sicuro che sia una posizione personale; non esprime la linea politica dell'amministrazione, impegnata a verificare tutte le soluzioni».  Anche Pieroni precisa che Sanzo parlava a «titolo personale», ma ammorbidisce la querelle dopo un colloquio con il membro della sua giunta: «Dichiarazioni mosse dall'angolo di visuale proprio di un assessore al turismo, preoccupato dai riflessi della scelta sulla stagione balneare». Ma Pieroni ricorda che non c'è solo il piccolo sacrificio chiesto a «tutti i territori toscani, che compartecipano nell'operazione di accoglienza dei migranti». Il lato buono della medaglia è «il rilancio del litorale, grazie agli investimenti di Provincia e Comune».  Pieroni, pertanto, si dice sicuro che «le istituzioni pisane saranno ancora compatte e unite nell'individuare la soluzione più idonea sotto tutti i profili». È stata la «coesione, interna a ogni livello istituzionale e solidale con le comunità amministrate», a produrre risultati: «Impedire che la strada intrapresa inizialmente dal governo - basata su improvvisazione e dirigismo - portasse a situazioni assurde e ingestibili, quale sarebbe stata la soluzione a Coltano».

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