Attenzione
Nasce la Cittadella dello sport
A.Scuglia - F.Loi
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Il costruttore Andrea Bulgarella (a sinistra) e il presidente del Pisa Carlo Battini In alto l’area dove sorgerà la CittadellaIl progetto voluto dai soci dell'Ac Pisa e dal costruttore Bulgarella
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PISA. Passi in avanti concreti per la "Cittadella dello Sport", il complesso fatto di campi di allenamento e altre strutture che dovrà sorgere nei terreni - ora è una zona degradata - compresi tra il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e via San Jacopo, vicino alla Torre. Pisa attende da anni, era già un problema aperto ai tempi dello Sporting Club di Romeo, di avere un quartier generale per la sua principale squadra di calcio e per il suo settore giovanile. Adesso questo progetto sembra arrivato sul punto di passare dalla carta ai fatti. Un segnale? Spunta già la denominazione: "Cittadella dello Sport - Torre di Pisa". La sinergia imprenditoriale alle spalle dell'iniziativa è quella che sta sostenendo il ritorno dell'Ac Pisa 1909 nel calcio che conta. Un rientro velocizzato in modo particolare la scorsa estate, grazie al milione e 200mila euro servito per il ripescaggio. «Questo progetto, attraverso il quale passa gran parte del futuro e del consolidamento del calcio pisano, può accrescere in modo determinante la patrimonialità del club, oltre a dare alla città un qualcosa atteso da molti anni», ha sempre detto il commercialista Cesare Cava, coordinatore del cda della società nerazzurra. Il percorso era stato avviato da tempo, ma per una serie di ragioni non era più decollato. Ora è ripartito con forza e con la convizione dei soci dell'Ac Pisa: Piero Camilli, Carlo Battini e Stefano Sbrana. Il valore aggiunto dell'operazione è il pieno coinvolgimento di Andrea Bulgarella, l'imprenditore che, in questa fase, sta portando avanti in prima persona il progetto. Che comincia con l'acquisizione dei terreni sui quali dovrà essere costruito il centro. Nei prossimi giorni, con un appuntamento già fissato dal notaio, sarà costituita la società - con i quattro imprenditori - che gestirà l'intero progetto. Molti dettagli sono ancora da conoscere. Insieme ai campi da gioco ci saranno altre strutture da impiegare a fini commerciali, perchè la società possa autofinanziare, almeno in parte, il costo rilevante della gestione sportiva. Camilli, assicura chi lo conosce bene, è assai attratto da questa possibilità. Sarebbe in effetti un passaggio forte del suo radicamento in città, a favore della squadra. E l'amministrazione comunale cosa dice? «A fine 2009 - conferma l'assessore Fabrizio Cerri - è stata approvata la scheda urbanistica che definisce ciò che è possibile realizzare. I soggetti attuatori possono presentare un piano che approveremo in giunta, se sarà conforme alla scheda. Ad esempio non ci si può costruire un supermercato... Ci sono in realtà - aggiunge - tutte le condizioni per sederci attorno a un tavolo. Dopo di che ci saranno tempi tecnici ineludibili, come quelli destinati alle osservazioni. Ma parliamo di 5-6 mesi, non di periodi lunghi». Ad ogni modo il Pisa non è certamente destinato ad andare a sbattere contro un atteggiamento ostile. «Ci mancherebbe altro - dice Cerri -. Una vera cittadella dello sport, come quella che hanno appena fatto a Novara, sarebbe un'occasione straordinaria. Sia dal punto di vista sportivo, perchè il Pisa finirebbe di dover girovagare per i campi della provincia, sia da quello del pubblico, perchè ci sarebbe finalmente un posto in città che i tifosi potranno identificare come "la cittadella del Pisa"».
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