La manifestazione
Protesta contro la società e le istituzioni per il mancato adeguamento al contratto di lavoro
Sat, in 80 chiedono stipendi regolari
Enrico Santus
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Pannelli informativi sui voli allinterno della Sat Pronti alla mobilitazione i dipedenti della cooperativa di servizi aeroportuali
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PISA. Sono pronti alla mobilitazione gli oltre ottanta lavoratori delle cooperative Cooplat-Arca che si occupano del carico e scarico dei bagagli e delle merci all'aeroporto Galilei. Da mesi, infatti, lamentano troppe incertezze sul proprio futuro lavorativo, anche a causa dell'attivazione da parte della Sat delle procedure per il rinnovo dell'appalto per i servizi di Handling. Ebbene, a distanza di un anno queste procedure non sono ancora giunte a conclusione. Durante l'assemblea che si è tenuta ieri presso il saloncino sindacale della Sat di Pisa, la Filt-Cgil ha rivendicato ancora una volta la necessità di applicare il contratto di lavoro per il personale a terra. Tale rivendicazione sarebbe sostenuta anche dalla direttiva Enac in cui si prevede che il rilascio alle imprese della certificazione per espletare i servizi di Handling sia subordinata alla concessione di tale contratto collettivo. I dipendenti delle cooperative, che costituiscono circa il 20% del totale degli addetti aeroportuali, invece, hanno un contratto multi-servizio, che non corrisponde all'attività che svolgono. «Non è possibile che questi lavoratori, a fronte di una parità di lavoro coi dipendenti Sat, guadagnino solamente 800-900 euro mensili», ha dichiarato il segretario della Filt di Pisa Goffredo Carrara. «Se il Galilei finisce ogni giorno sul giornale per l'aumento degli investimenti e per la crescita degli utili - ha proseguito - è anche grazie al loro lavoro: non si può dunque speculare sulle loro spalle». Secondo il sindacato, dopo un primo incontro inconcludente con la Sat, la società ha sempre evitato ulteriori confronti su queste tematiche. Carrara ha infine denunciato il silenzio dei soggetti istituzionali possessori di quote azionarie e promotori del patto di maggioranza. «Vista la mancanza di risposte da parte delle istituzioni, intendiamo denunciare pubblicamente questa situazione e ci prepariamo a proseguire la mobilitazione con tutti i metodi sindacali e legali che ci competono».
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