Il Tirreno

Pisa

Comune intransigente con se stesso

Sfrattato il circolo dipendenti comunali

Gianluca Campanella

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 PISA. Quando la legge non guarda in faccia a nessuno. Il Comune la settimana scorsa ha mandato un'ordinanza di sfratto al circolo ricreativo dei dipendenti comunali, ossia i suoi.  Il dopolavoro occupa una parte di palazzo Cevoli, immobile in via san Martino di proprietà del Comune, appunto, la cui destinazione sarebbe ad uso uffici. Ma il primo piano è stato riadattato a mensa, dove si può pranzare con i buoni pasto.  Da anni c'è in sospeso lo sfratto esecutivo: infatti, per non incorrere negli strali della Corte dei Conti, la precedente amministrazione aveva avviato la procedura.  Il problema non è tanto quello dell'affitto, dal momento che il circolo ha pochissimi mesi d'arretrato, ma la concessione di uno spazio pubblico per un'attività di fatto privata.  La soluzione non è semplice, ma c'è voglia di trovare un accordo: martedì mattina il sindaco Marco Filippeschi e i rappresentanti del circolo si incontreranno per discuterne.  Sembra che ci sia la disponibilità a ragionare di altri spazi. Sul piatto ci saranno anche i criteri di ripartizione delle bollette: al momento esiste un'unica utenza a palazzo Cevoli, intestata all'amministrazione comunale.  Da palazzo Gambacorti fanno comunque notare che sarebbe paradossale che altre associazioni hanno ricevuto una sede e proprio i dipendenti non ce l'abbiano.

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