Lutto
Un prof pisano valuterà le università italiane
Gianluca Campanella
◗
Il professor Andrea Bonaccorsi L'economista Andrea Bonaccorsi chiamato a Roma dal ministro Gelmini
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. L'economista Andrea Bonaccorsi è uno dei sette professori designati in questi giorni dal ministro Mariastella Gelmini per costituire il consiglio direttivo dell'Anvur, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. L'incarico, a tempo pieno, è incompatibile con la figura di docente per evitare conflitti di interesse: pertanto il professore dovrà chiedere un'aspettativa all'Università di Pisa. L'economista è stato scelto insieme agli altri sei membri dell'Anvur tra una rosa di quindici candidature selezionate da un comitato di cui faceva parte anche Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale. «Sono stato nominato solo per il mio curriculum», dichiara Bonaccorsi. Per anni si è dedicato ai modelli di valutazione ed è stato anche coordinatore di un progetto europeo per le misurazioni statistiche degli atenei. Il docente pisano preferisce rimanere fuori dalle polemiche che sono scoppiate dopo l'ufficializzazione dei nomi alla guida dell'Anvur. Infatti, studiosi e politici hanno notato che sono stati esclusi gli esponenti di tutte le discipline umanistiche e di tutte le università meridionali. Inoltre che si è badato alle tessere di partito. Bonaccorsi spiega che «il criterio geografico è privo di senso, mentre quello politico è stato ingigantito: è vero che c'è una rappresentatività ampia di tutte le aree, ma è un falso problema. Siamo tutti al servizio delle istituzioni». Tra i sette dell'Anvur, l'economista è stato scherzosamente definito «il più a sinistra», perché ha collaborato al forum nazionale del Pd sull'università; ma non ricopre ruoli nel partito. L'unico aspetto che «può avere un significato», secondo Bonaccorsi, è la disciplina insegnata: «Ma nelle metodologie applicate a livello internazionale ci sono criteri adeguati e differenti per le materie umanistiche». L'auspicio del docente è che ci sia prima una fase di dialogo per «condividere l'importanza della valutazione e dei criteri adottati»; e che solo in un secondo momento seguano le pagelle. È proprio sui fronti dell'ascolto e del prestigio che Pisa può guadagnare, grazie all'incarico conferito a Bonaccorsi; che però precisa: «Sul piano concreto non cambierà nulla. E deve essere così, perché il nostro è un lavoro neutrale. Non possiamo favorire nessuno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
