Il Tirreno

Pisa

Nel pomeriggio sono arrivati i primi mezzi per i lavori della Sesta Porta

Rebeldìa festeggia l'accordo

Gianluca Campanella

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 PISA. Mattinata di festa ieri a Rebeldìa per lo scongiurato sgombero coatto. E alle 13,30 arriva la prima ruspa di Sviluppo Pisa. Dopo l'accordo tra il Laboratorio delle disobbedienze e la conferenza dei servizi (Comune, Provincia, Università e Diritto allo studio), la tabella di marcia prosegue verso la liberazione di via Battisti, la costruzione della Sesta Porta e il trasloco del progetto associativo.  L'ufficiale giudiziario, alla luce del patto fra tutti gli attori interessati, non si è presentato; le forze dell'ordine nemmeno. Così il presidio da tempo annunciato nell'area soggetta a sfratto si è trasformato in un brindisi con circa duecento persone: musica, esponenti di Rc e Sel, il mondo associativo pisano e i cittadini che hanno voluto manifestare la solidarietà a Rebeldìa.  Nel pomeriggio Sviluppo Pisa, la società di scopo proprietaria della zona, ha cominciato a portare i primi mezzi che serviranno per la realizzazione del nodo di interscambio per il trasporto pubblico: Sesta Porta, appunto.  I prossimi passaggi sono la consegna dei due terzi dell'area da parte delle 31 sigle di Rebeldìa (7 febbraio) e l'inizio delle demolizioni. Dal lato istituzionale, il Comune entro il 10 marzo pubblicherà il bando per l'assegnazione della palestra e del piazzale vicini al Palasport, destinazione scelta dai "disobbedienti" come futura casa. Il vincitore si saprà a metà maggio.

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