Il dolore
«No all'aumento dei biglietti»
Sofia Casablanca
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Passeggeri alla fermata di un autobus della Compagnia trasporti3 MINUTI DI LETTURA
«Aumenterà il costo dei biglietti degli autobus urbani ed extraurbani a Pisa». Lo hanno denunciato a gran voce i sindacati Cisl e Uil e le loro rispettive federazioni dei trasporti. Il biglietto urbano dovrebbe passare da 1 euro a 1,10 mentre quello extraurbano aumenterebbe da 1,80 euro (in media) a 2. I sindacati si dicono contrari a quella che sembra essere la conseguenza più evidente dei tagli ai trasporti pubblici.
Ma sul tappeto c'è anche la difesa dei livelli occupazionali. «Con i primi tagli alle corse si parlò di un esubero di oltre 60 dipendenti. Adesso la cifra si è molto ridotta, ma noi vogliamo - sostengono i segretari di Cisl e Uil - che non sia toccato alcun posto di lavoro». Anche il taglio delle corse appare, secondo Cisl e Uil, del tutto indiscriminato. «I tagli potrebbero servire a ridurre le spese, ma se fossero razionalizzati - sostiene Riccardo Gennari, responsabile della Fit Cisl di Pisa - Razionalizzare significa appurare prima le effettive esigenze dei cittadini e sopprimere le corse davvero inutili». «Non si possono lasciare scoperte intere zone periferiche di Pisa, o magari prevedere corse all'andata, ma sopprimere i ritorni», sostiene Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl. «Ogni Regione ha dovuto in qualche modo affrontare i tagli del governo - interviene Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil - Ma la Toscana ha scaricato i costi della politica in maniera eccessiva sul settore dei trasporti pubblici, lasciando a piedi anziani, lavoratori e studenti». Ecco le proposte di Cisl e Uil per evitare i tagli, che comunque non sono ancora stati ufficializzati. Per prima cosa più controllori sugli autobus. «L'evasione dei cosiddetti "portoghesi" grava sul bilancio per un milione di euro - sostiene Enzo Casarosa, segretario della Uiltrasporti Pisa - E aumenterà, dato che i controllori sono ai minimi storici. Non può essere l'autista a controllare i biglietti: l'efficienza del trasporto ne risentirebbe». Una seconda proposta riguarda una fusione tra Cpt e Pisamo, l'impresa che gestisce i parcheggi a Pisa. «Una fusione analoga è già avvenuta a Firenze - continua il segretario Federici - Non capiamo perché lo stesso non avvenga a Pisa, invece di continuare ad affittare gli spazi dalla Pisamo».
Cisl e Uil vedono con favore anche la nascita di un'azienda unica di trasporti a livello regionale: «Azzerando anche solo presidenze e cda provinciali si realizzerebbero economie, oltre ad avere più opportunità di vincere la gara d'appalto che si terrà l'anno prossimo». «Il Consorzio toscano trasporti era nato per ottimizzare i costi - sostengono i sindacati - In realtà si è trasformata in una centrale di costi: 750mila euro. Va soppresso». Per finire «il Comune e gli altri enti locali dovrebbero pagare, in tempo magari, le loro quote alla Compagnia pisana trasporti», concludono i sindacati. «Altrimenti a pagare saranno gli utenti - avvertono Cisl e Uil - mentre una gestione più oculata delle risorse potrebbe ridurre, se non azzerare, i tagli sui servizi».
Ma sul tappeto c'è anche la difesa dei livelli occupazionali. «Con i primi tagli alle corse si parlò di un esubero di oltre 60 dipendenti. Adesso la cifra si è molto ridotta, ma noi vogliamo - sostengono i segretari di Cisl e Uil - che non sia toccato alcun posto di lavoro». Anche il taglio delle corse appare, secondo Cisl e Uil, del tutto indiscriminato. «I tagli potrebbero servire a ridurre le spese, ma se fossero razionalizzati - sostiene Riccardo Gennari, responsabile della Fit Cisl di Pisa - Razionalizzare significa appurare prima le effettive esigenze dei cittadini e sopprimere le corse davvero inutili». «Non si possono lasciare scoperte intere zone periferiche di Pisa, o magari prevedere corse all'andata, ma sopprimere i ritorni», sostiene Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl. «Ogni Regione ha dovuto in qualche modo affrontare i tagli del governo - interviene Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil - Ma la Toscana ha scaricato i costi della politica in maniera eccessiva sul settore dei trasporti pubblici, lasciando a piedi anziani, lavoratori e studenti». Ecco le proposte di Cisl e Uil per evitare i tagli, che comunque non sono ancora stati ufficializzati. Per prima cosa più controllori sugli autobus. «L'evasione dei cosiddetti "portoghesi" grava sul bilancio per un milione di euro - sostiene Enzo Casarosa, segretario della Uiltrasporti Pisa - E aumenterà, dato che i controllori sono ai minimi storici. Non può essere l'autista a controllare i biglietti: l'efficienza del trasporto ne risentirebbe». Una seconda proposta riguarda una fusione tra Cpt e Pisamo, l'impresa che gestisce i parcheggi a Pisa. «Una fusione analoga è già avvenuta a Firenze - continua il segretario Federici - Non capiamo perché lo stesso non avvenga a Pisa, invece di continuare ad affittare gli spazi dalla Pisamo».
Cisl e Uil vedono con favore anche la nascita di un'azienda unica di trasporti a livello regionale: «Azzerando anche solo presidenze e cda provinciali si realizzerebbero economie, oltre ad avere più opportunità di vincere la gara d'appalto che si terrà l'anno prossimo». «Il Consorzio toscano trasporti era nato per ottimizzare i costi - sostengono i sindacati - In realtà si è trasformata in una centrale di costi: 750mila euro. Va soppresso». Per finire «il Comune e gli altri enti locali dovrebbero pagare, in tempo magari, le loro quote alla Compagnia pisana trasporti», concludono i sindacati. «Altrimenti a pagare saranno gli utenti - avvertono Cisl e Uil - mentre una gestione più oculata delle risorse potrebbe ridurre, se non azzerare, i tagli sui servizi».
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