Il Tirreno

Pisa

Muore folgorato mentre lavora a una baracca

Il campo lungo la via Bigattiera dove vivono una novcantina di nomadi
◗
Il campo lungo la via Bigattiera dove vivono una novcantina di nomadi

3 MINUTI DI LETTURA





Un macedone di 27 anni Sabedin Limani è morto in circostanze ancora da chiarire. Probabilmente, folgorato. Lunedì sera è stato trasportato al pronto soccorso in gravi condizioni da due nomadi. I medici hanno tentato di rianimarlo, ma il giovane è poi deceduto.  Limani, che lascia la moglie e due figli, era arrivato da circa un mese in Italia per raggiungere dei parenti a Santa Croce. Tuttavia aveva preso contatti con altri macedoni che vivono nel campo abusivo in via della Bigattiera a Marina di Pisa. Ed è qui, secondo il racconto dei testimoni, che sarebbe avvenuta la tragedia. 

Secondo quanto raccolto dalla polizia, il nomade stava costruendo un'altra baracca all'interno del campo. I connazionali che stavano lavorando con lui, pur fornendo versioni contraddittorie, hanno raccontato agli agenti che la betoniera era allacciata alla cabina elettrica che alimenta il campo. Gli agenti delle volanti hanno riscontrato sia la presenza della betoniera che i cavi utilizzati per agganciarsi alla cabina Enel. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Tuttavia, la polizia sta ancora accertando la dinamica e non esclude che il fatto che ha poi causato la morte del macedone possa essere avvenuto altrove.  Sulla morte del giovane macedone, sono intervenuti il sindaco e l'assessore Ciccone. «Abbiamo appreso con dolore del tragico incidente costato la vita ad un giovane di 27anni e stiamo seguendo con attenzione le indagini svolte dalle forze dell'ordine per conoscere l'esatta ricostruzione, attualmente ancora al vaglio degli inquirenti, di quanto sarebbe accaduto», afferma il sindaco Marco Filippeschi. Mentre l'assessore comunale alle politiche sociali Maria Paola Ciccone fa sapere che «il campo della Bigattiera deve essere liberato, lo prevede il protocollo d'intesa siglato fra i nove i Comuni della zona pisana e la Regione, un accordo di durata triennale con la quale l'amministrazione regionale ha messo a disposizione oltre un milione di euro per la realizzazione d'interventi allo scopo di ridurre la presenza d'insediamenti e presenze precarie nel nostro territorio. È in programma la chiusura dell'insediamento di Marina di Pisa dove attualmente vivono una novantina di persone, quasi tutte non autorizzate. E' proprio alla luce di tale lavoro che abbiamo presentato una denuncia ai carabinieri per occupazione abusiva nei confronti di 22 famiglie presenti sui quei terreni senza alcun titolo».  Tutto questo «perché - conclude Filippeschi - non abbiamo intenzione di fare passi indietro rispetto all'impegno teso a coniugare legalità ed accoglienza che, in questi due anni ci ha consentito di raggiungere comunque risultati significativi dato che il numero di coloro che vivono in questi accampamenti, non autorizzati e privi delle più elementari condizioni di vivibilità, è cominciato a diminuire scendendo a circa 800 persone dopo che, nel 2008, aveva superato le mille e cento presenze».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa