La manifestazione
Cento lettere di licenziamento
Carlo Venturini
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Due momenti della protesta dei lavoratori della Pega2 MINUTI DI LETTURA
È sempre più in crisi l'indotto legato alla Piaggio. Ieri mattina sono partite 108 lettere di licenziamento per altrettanti dipendenti della cooperativa Pega a causa della cessazione dell'appalto con la Ceva di Lugnano che si occupa, insieme alla Pega, di imballaggio, movimentazione e stoccaggio di pezzi della Piaggio. Da ieri gli operai dello stabilimento di Porta a Mare sono in sciopero, uno «sciopero spontaneo ed ad oltranza» dicono i Cobas. «Le lettere sono arrivate come una doccia fredda perché fino a qualche giorno fa c'erano in corso delle trattative», spiega Federico Giusti della Confederazione Cobas. «Fatto sta - aggiunge Sandro Giacomelli, anche lui dei Cobas - che il 75% dei licenziati sono donne divise tra i magazzini Ceva di Pisa, Lugnano e Bientina».
Stando a quanto riferito dai sindacalisti, la ditta che dovrebbe subentrare alla Pega nell'appalto con Ceva fa parte del gruppo Viesse, una realtà lombarda che si occupa di logistica e magazzini. Fin dall'inzio della vertenza, i Cobas avevano chiesto più volte che qualunque impresa subentrasse avrebbe dovuto assorbire tutti i lavoratori della Pega. «C'è stato un primo incontro tra sindacati e Viesse - spiegano i Cobas -, incontro che non è entrato nel merito degli organici e dell'appalto, anche se sappiamo che parte del personale potrebbe non essere riassorbito». Lo sciopero di ieri è stato spontaneo, dopo che gli operai e le operaie hanno visto incogruità tra la busta paga e il bonifico che era di gran lunga inferiore (anche alcune centinaia di euro) al documento loro consegnato. «La risposta di Pega - informano i Cobas - non ci fa dormire sonni tranquilli perché da un lato si è scusata con il personale, dall'altro però ha motivato il mancato pagamento con problemi di liquidità». «La cosa non è nuova - dice Giacomelli -, si ripete da tempo e si è accentuata in questi ultimi mesi». Secondo indiscrezioni, Pega ha proposto di saldare tutto entro la prima decade di febbraio. «I lavoratori sono stanchi di percepire il salario a rate - dice Giusti - perché i mutui e le bollette non aspettano Pega, ma esigono pagamenti puntuali che questi operai non sono in grado di onorare. Non certo per causa loro». «Diamo appuntamento a tutti - concludono i Cobas - alle 8 di domani (ogg, nda) davanti al magazzino Pega di Porta a Mare per poi trasferirsi alla Ceva di Lugnano dove è prevista una manifestazione alla presenza delle rsu della Ceva». Alla manifestazione i Cobas rilanceranno le richieste: il pagamento delle spettanze dovute in una sola soluzione, poi il mantenimento di tutti i posti di lavoro.
Stando a quanto riferito dai sindacalisti, la ditta che dovrebbe subentrare alla Pega nell'appalto con Ceva fa parte del gruppo Viesse, una realtà lombarda che si occupa di logistica e magazzini. Fin dall'inzio della vertenza, i Cobas avevano chiesto più volte che qualunque impresa subentrasse avrebbe dovuto assorbire tutti i lavoratori della Pega. «C'è stato un primo incontro tra sindacati e Viesse - spiegano i Cobas -, incontro che non è entrato nel merito degli organici e dell'appalto, anche se sappiamo che parte del personale potrebbe non essere riassorbito». Lo sciopero di ieri è stato spontaneo, dopo che gli operai e le operaie hanno visto incogruità tra la busta paga e il bonifico che era di gran lunga inferiore (anche alcune centinaia di euro) al documento loro consegnato. «La risposta di Pega - informano i Cobas - non ci fa dormire sonni tranquilli perché da un lato si è scusata con il personale, dall'altro però ha motivato il mancato pagamento con problemi di liquidità». «La cosa non è nuova - dice Giacomelli -, si ripete da tempo e si è accentuata in questi ultimi mesi». Secondo indiscrezioni, Pega ha proposto di saldare tutto entro la prima decade di febbraio. «I lavoratori sono stanchi di percepire il salario a rate - dice Giusti - perché i mutui e le bollette non aspettano Pega, ma esigono pagamenti puntuali che questi operai non sono in grado di onorare. Non certo per causa loro». «Diamo appuntamento a tutti - concludono i Cobas - alle 8 di domani (ogg, nda) davanti al magazzino Pega di Porta a Mare per poi trasferirsi alla Ceva di Lugnano dove è prevista una manifestazione alla presenza delle rsu della Ceva». Alla manifestazione i Cobas rilanceranno le richieste: il pagamento delle spettanze dovute in una sola soluzione, poi il mantenimento di tutti i posti di lavoro.
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