Il Tirreno

Pisa

Aiutato a fuggire dopo le coltellate

Giovanni Parlato
Da sinistra, gli ufficiali Cataneo, Di Meglio e Patrono
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Da sinistra, gli ufficiali Cataneo, Di Meglio e Patrono

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I carabinieri del nucleo investigativo di Pisa hanno arrestato per tentato omicidio Hamed Benali, 23 anni, il tunisino che la sera del 18, in piazza delle Vettovaglie, ha sferrato quindici coltellate al connazionale Sayed Talbi. Insieme a lui, i carabinieri hanno anche arrestato Ridha Makhlouf, 39 anni, per favoreggiamento in quanto aveva assistito Talbi nella sua fuga.

I due tunisini sono stati arrestati l'altra notte in un kebab di Napoli alla fine di una delicata e difficile inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora e a cui hanno partecipato gli uomini del Ros di Napoli.  È stato il colonnello Gioacchino Di Meglio, comandante provinciale dei carabinieri di Pisa, a dare la notizia ieri mattina insieme al tenente colonnello Pietro Patrono, comandante del reparto operativo, e al capitano Michele Cataneo, comandante del nucleo investigativo.  Come si ricorderà, alle 19,10 di martedì 18, piazza delle Vettovaglie è stato teatro di un grave fatto di sangue in mezzo alla gente, ripreso anche dalle telecamere per la videosorveglianza poste nella piazza. Il filmato, in quanto riprende una scena di sera, non è chiaro, ma si vede comunque l'aggressione a coltellate che avviene alle spalle della vittima. L'aggressore continua a infierire con l'altro a terra che cerca di proteggersi. Poi, prima di allontanarsi sferra calci e pugni al ferito a terra in una pozza di sangue. Durante l'aggressione, pur essendo i tavolini dei locali frequentati, nessuno si muove o interviene.  Una postazione mobile dei carabinieri era nella vicina piazza Sant'Omobono, ma soltanto quindici minuti dopo arriverà una telefonata al 112 per segnalare una persona a terra che perdeva sangue. «Se fossimo stati informati subito - ha detto il colonnello Di Meglio - saremmo potuti intervenire tempestivamente.

Tuttavia, sono state fondamentali le testimonianze di commercianti e cittadini che hanno collaborato. Insomma, insieme ai cittadini possiamo sconfiggere queste bande che pensano di farla franca».  Grazie alle testimonianze, i carabinieri sono riusciti a individuare l'accoltellatore senza però averne la certezza assoluta. L'indagine ha accertato che Hamed Benali era già stato identificato nel corso di un controllo, quindi i militari hanno indagato sui suoi eventuali nascondigli. E quando il ferito Sayed Talbi ha ripreso conoscenza, lo ha riconosciuto. Avuta la certezza che il giovane Hamed Benali era l'aggressore, fondamentale per l'inchiesta è stata la possibilità di risalire al numero di cellulare di Benali e, quindi, individuare il nascondiglio: il segnale del suo telefonino proveniva dal famigerato quartiere "Forcella" di Napoli dove poteva sfruttare la protezione della comunità tunisina.  Quindi, carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo di Pisa sono scesi a Napoli e hanno preso contatto con i colleghi del Ros che conoscono il territorio. Tentare di arrestare Hamed Benali nel cuore di Forcella, era un'azione con molti rischi.  Sono cominciati gli appostamenti e i pedinamenti in attesa di entrare in azione al momento opportuno. Nel frattempo, i dialoghi del ricercato venivano intercettati dai carabinieri. Un connazionale, Ridha Makhlouf, lo stava aiutando a scappare. Aveva aiutato Benali a nascondersi a Pisa la notte dopo il tentato omicidio e il giorno seguente, probabilmente in treno, i due tunisini avevano raggiunto Napoli. Stavano progettando di andare a Matera per poi arrivare in Sicilia. E proprio la scorsa notte, in un kebab in piazza Garibaldi a Napoli, i carabinieri di Pisa e del Ros di Napoli sono entrati in azione. Hanno arrestato i due tunisini che sono stati trasferiti a Poggioreale. I motivi del tentato omicidio sono da ricercarsi nel controllo dello spaccio degli stupefacenti in città.  Infine, il sindaco si è complimentato con i carabinieri per la brillante operazione facendo sapere che l'amministrazione lavorerà «al miglioramento della sicurezza anche installando nuove telecamere».

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