Toscana
Su Facebook alleanza bipartisan contro «l'arroganza fiorentina»
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PISA. «Contribuiamo a difendere l'aeroporto Galilei di Pisa dall'arroganza fiorentina». Questo è l'appello su Facebook, primo firmatario Franco Ferraro, il presidente dell'Associazione degli amici di Pisa. L'invito è a iscriversi al gruppo "L'aeroporto Galilei di Pisa non si tocca. No alla fusione con Peretola". Nella pagina è spiegata la motivazione: "Il Galilei è il prestigio toscano, è l'aeroporto della Toscana da 40 anni. Perché rischiarlo? Perché enormi investimenti pubblici su Peretola? Cui prodest? Diciamo no alla fusione imposta dalla politica regionale". Al momento risultano iscritte 759 persone, politicamente trasversali. Ci sono, infatti, l'assessore comunale ai lavori pubblici Andrea Serfogli, l'ex presidente della Regione Federico Gelli e il sindaco di S. Giuliano Terme Paolo Panattoni. Ma anche e soprattutto quelli del Pdl, i più critici verso l'ipotesi di società unica proposta dalla Regione, come Patrizia Paoletti Tangheroni e Diego Petrucci. Tra le proposte avanzate c'è la richiesta di un referendum sulla chiusura dello scalo fiorentino e l'annuncio che si sta costituendo un comitato. «Esiste solo un sistema per far fare marcia indietro - scrive Simone Matteoni - chiedere al ministero dei trasporti la chiusura di Peretola, causa mancanza dei requisiti di sicurezza. A Pisa nessun aereo è mai atterrato in via dell'aeroporto, a Peretola si: entrò in autostrada senza pagare il casello. Chiediamo un referendum organizzando la raccolta di firme». Questa la risposta di Irene Galletti, un amministratore del gruppo: «Ci stiamo già muovendo in diversi per un comitato che ricorra contro questo progetto nelle sedi preposte». La questione della società unica anima gli iscritti e la costante nei commenti è il timore che l'integrazione porti a favorire lo scalo fiorentino. «L'idea sarebbe buona - spiega Giacomo Schinasi - ma si sa come va a finire: fra 10 anni si chiameranno aeroporti di Firenze. Rossi afferma che la fusione serve per contrastare Bologna, ma a noi pisani può non dare noia, magari la dà a Firenze e quindi si ritorna nell'ottica di favorire il capoluogo». Le lamentele riguardano in genere i politici e il loro scarso impegno per Pisa. «La cosa triste - scrive Marco Riva - è che il via al discorso l'ha dato un pontederese». D.S.
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