Proteste
Piaggio, trecento vanno in cassa
Cresce l'attesa per l'incontro con Colaninno
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PONTEDERA. A casa in 300 per una settimana. Da oggi scatta la cassa integrazione per trecento dei 580 addetti delle officine meccaniche Piaggio. Uno stop che è il riflesso degli effetti della crisi economica che non ha risparmiato la Casa di Pontedera. Il provvedimento, infatti, è il riflesso della scarsa performance del mercato delle 2 Ruote, in particolare quello europeo. È in questo scenario che si consuma l'attesa per l'incontro con il presidente e amministratore delegato Roberto Colaninno. Sul vertice si concentrano le attese dei sindacati di categoria e degli amministratori che chiedono sia l'occasione per far luce su investimenti e strategie del Gruppo. Al tavolo o ai tavoli siederanno per le amministrazioni il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Pontedera Simone Millozzi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni. Il passo ridotto a cui marciano da tempo le Meccaniche è in testa alle preoccupazioni. Lo hanno sottolineato i sindacati: «I motori che si continuano a montare a Pontedera arrivano da Cina e India». Lo ha ripetuto il sindaco Millozzi: «All'azienda chiediamo di mantenere a Pontedera la testa ma anche parte delle produzioni». Dal confronto con l'azienda ci si attende molto. Qualcosa Colaninno lo ha sottolineato in altre occasioni: «Se non fossimo andati in Asia, non ci saremmo salvati. Pontedera resterà centrale per l'azienda, ma non è l'ombelico del mondo. La leadership pontederese dovrà avere la capacità culturale e tecnologica per suscitare l'interesse dei Paesi asiatici in rapida crescita». Perché la strada per la ripresa non è «delocalizzare per poi rivendere in Italia», ma la conquista dei mercati asiatici, in forte espansione.
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