Il dolore
Tagli a Pisa per investire a Firenze
Gianluca Campanella
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Studenti alla mensa universitaria gestita dallArdsu All'Ardsu mancano due milioni, ma si costruiscono nuovi alloggi
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PISA. La città della Torre fa sacrifici per ripianare i "buchi" di tutta la Toscana e taglia i servizi agli universitari. In questo modo Siena e Firenze possono costruire nuove residenze studentesche. Il passaggio logico contiene un salto mortale, perché confrontare debiti e investimenti fa rabbrividire i puristi. Ma la morale della storia è proprio quella: l'Ardsu, Azienda regionale per il diritto allo studio, deve trovare due milioni per scrivere il bilancio e in città ridimensiona una mensa. Altrove, però, potenzia la ricettività delle strutture. Lo hanno notato i sindacati e hanno chiesto spiegazioni stimando addirittura che, se le tre aziende non fossero state unificate nel 2009, Pisa da sola sarebbe in attivo. Affermazione che all'Ardsu non torna, perché in città sono erogati servizi per un valore superiore ai finanziamenti ricevuti. Ma c'è da dire che anche gli studenti pagano una quota per le prestazioni che ricevono: per esempio, il pasto a mensa. I debiti. Allora non ci avventuriamo nei meandri della matematica, ma restiamo alle certezze. Il bilancio dell'Ardsu doveva essere chiuso entro il 31 gennaio e l'azienda ha avuto una proroga di 15 giorni per terminare il lavoro, visto che all'appello mancano diversi soldi. A novembre, il "Tirreno" anticipò che, tra minori erogazioni dal governo nazionale e maggiori costi, nel 2011 ci sarebbero stati 11,5 milioni di buco. La Regione ha in parte coperto con fondi propri e l'azienda ha tagliato dove possibile, ma vanno ancora trovati quasi due milioni di euro. Ipotesi numero uno: attingere dal fondo di riserva, costituito in tempo di vacche grasse, che ammonta a 2,5 milioni. Indolore, ma irresponsabile, secondo l'Ardsu, perché così lo si prosciuga. Nel 2012, infatti, il problema del bilancio si ripropone e i trasferimenti da Roma saranno ancora più bassi. Altra ipotesi: all'interno del lavoro già fatto, vedere se è possibile spuntare ulteriori ridimensionamenti e risparmi. Il cda ne discuterà il prossimo primo febbraio, proprio il giorno in cui alla mensa di via Betti viene soppresso il turno serale. La chiusura totale del ristorante universitario era stata ventilata come ipotesi; poi il cda ha trovato il compromesso: a pranzo tutte le tre mense restano aperte e a cena ne salta una, ma la tariffa versata dagli utenti sale di 50 centesimi. Gli investimenti. Vediamo ora il discorso investimenti. Che non si fermano nonostante le difficoltà economiche, perché il mattone in genere non perde valore nel tempo, anzi si rivaluta. Pertanto nel 2011 saranno completati e consegnati quasi 200 nuovi posti letto a Firenze e 350 a Siena. E agli studenti del Cherubino? Zero. In realtà ci sarebbero opere già finanziate per 200 nuovi posti nell'area di San Cataldo, ma non saranno pronti a breve. Così, sia il capoluogo regionale che la città del Palio sorpasseranno Pisa per la ricettività offerta ai vincitori di borse di studio. In valore assoluto la differenza è poca: per gli iscritti nel nostro ateneo ci sono 1.563 posti in tutto, per gli altri universitari qualche decina in più. Ma visti in percentuale, i numeri pongono qualche domanda. Pisa copre il 58% dei 2.690 borsisti, Firenze il 77% e Siena il 92% della sua richiesta. Perché? La popolazione accademica in città è più grande che negli altri due atenei toscani. Siccome i criteri per ottenere le borse di studio sono unificati, è chiaro che qui, in proporzione, anche gli idonei siano in numero maggiore. Ci si aspetterebbe un impegno finanziario che tenga conto di questi dati. Ma a Siena e Firenze si sono presentate occasioni edilizie vantaggiose e sono state sfruttate. Da noi, al contrario, c'è l'handicap della residenza Paradisa, struttura fatiscente e liberata dal settembre 2009. Simone Consani, membro del cda dell'Ardsu, assicura «un'attenzione maggiore per reperire le risorse e aumentare l'ospitalità a Pisa». La settimana prossima si incontreranno il sindaco Marco Filippeschi e il presidente dell'azienda, Marco Moretti, per affrontare il tema.
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