Proteste
Albergatori e commercianti «Nuova mazzata per il settore»
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PISA. «La tassa di scopo è solo un balzello che finirà per ricadere unicamente sul settore alberghiero. La cosa non ci piace proprio». Netta è la contrarietà espressa dalla Confesercenti nei confronti del nuovo strumento fiscale in discussione nel pacchetto del federalismo municipale. Per il direttore Marco Sbrana non è questa la soluzione per aiutare il turismo. «La via più lineare per venire incontro alle necessità dei Comuni che debbono sostenere l'onere della gestione di questi flussi - spiega - è quella più volte proposta dalle nostre categorie: destinare un punto di Iva proveniente da tutta la filiera turistica (oggi al 10%) e che notoriamente risulta più alta di quella in atto negli altri Paesi europei». Ma se il governo tirasse dritto? «Occorrono paletti - replica Sbrana -. La tassa non dovrà ricadere soltanto sulle strutture alberghiere, ma dovrà coinvolgere, ad esempio, anche quei soggetti che utilizzano seconde case. E soprattutto è decisamente auspicabile un'applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale, evitando disparità tra comuni limitrofi che possono sollevare ulteriori problematiche». Contrarietà totale è espressa anche da parte di Confcommercio. «Diciamolo con chiarezza - afferma il direttore Federico Pieragnoli -: la tassa di scopo è un nuovo, pesante balzello sulle spalle dei turisti e delle imprese locali. Un sistema molto semplice per spennare i malcapitati visitatori e al contempo incassare fresca moneta sonante. Un modo ottuso e brutale di penalizzare il nostro già fragile sistema turistico e la numerosa costellazione di imprese che ne fanno parte». Attacca ancora Pieragnoli: «E così, mentre le nostre imprese lavorano duramente ad un fortissimo contenimento delle tariffe per restare sul mercato, ad una profonda riorganizzazione aziendale e ad una incisiva razionalizzazione delle spese, l'amministrazione comunale pensa di rialzare di colpo l'asticella per proprie necessità di bilancio». Infine la parola agli albergatori. «L'applicazione è approssimativa - spiega Rita Paciello, presidente di Federalberghi - tanto da incidere solo sul 30% degli alloggiati non residenti. Il tributo sarebbe, tanto per cambiare, a carico della sola utenza alberghiera, con riduzione sensibile della nostra competitività a favore di altre imprese ricettive e soprattutto dell'abusivismo largamente diffuso nel nostro territorio. Nel caso di approvazione di questo provvedimento - conclude Rita Paciello - chiediamo che la tassa sia riscossa in modo palesemente distinto dal corrispettivo per la prestazione del servizio».
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