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Tributi locali: «Pisa non è la più cara», il Comune contesta la classifica
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Il Comune di Pisa non ci sta e replica alla classifica pubblicata dalla Cgia di Mestre riguardanti le pressioni tributarie locali. Da questi dati risultava che Pisa era il Comune con la più alta tassazione pro capite regionale e si collocava al 26º posto in graduatoria nazionale su 117 capoluoghi di provincia. L'assessore comunale al bilancio, Giovanni Viale, e il sindaco Marco Filippeschi hanno confutato i risultati dell'indagine proponendo una classifica più accurata nei dettagli e che tiene conto di alcune variabili da non sottovalutare. Viale spiega che «i dati della Cgia di Mestre non sono omogenei e fanno disinformazione. Ad esempio, non si tiene in considerazione che Pisa ha la Tarsu, tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mentre la maggior parte dei comuni ha la Tia che, però, entra direttamente nelle tasche delle aziende incaricate dello smaltimento dei rifiuti e, quindi, nei dati della Cgia non viene conteggiata». L'assessore spiega anche che i dati relativi all'Ici sulla seconda casa non sono attendibili, visto che la metà degli introiti di questa tassa a Pisa vengono dalle tasche di non residenti.
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