Il Tirreno

Pisa

Quei processi alla storia di Tognazzi

Quei processi alla storia di Tognazzi

In scena "Die panne" dal racconto di Durrenmatt

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 PISA. Sbarca al Verdi "Die Panne ovvero la notte più bella della mia vita", in scena domani alle 21 e domenica alle 17. Lo spettacolo, prodotto da Indie Occidentali, si basa su un celebre racconto del 1956 di Friedrich Dürrenmatt (che ne trasse poi anche un radiodramma e un dramma teatrale, dando ad ogni versione un finale diverso), uno dei romanzi brevi più significativi in cui il grande scrittore e drammaturgo svizzero, fra gli artefici del rinnovamento del teatro di lingua tedesca nel secondo dopoguerra, indaga le passioni e i sentimenti umani con quello stile diretto e senza fronzoli e quell'umorismo nero che contraddistinguono le sue opere. Adattato per le scene italiane da Edoardo Erba, il testo, riproposto in teatro con la sapiente regia di Armando Pugliese - in perfetta sintonia con il testo - e la magistrale interpretazione di Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando, assume contemporaneamente i toni cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista.  Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi. La vicenda prende avvio da un banale incidente: l'automobile in panne costringe infatti Alfredo Traps, rappresentante di tessuti, a una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l'intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ricelebrare importanti processi storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia.  Con Gianmarco Tognazzi (Alfredo Traps) e Bruno Armando (l'ex pubblico ministero) un'ottima compagnia composta da Giovanni Bignamini (che sostituisce Giovanni Argante nel ruolo del padrone di casa, il vecchio giudice in pensione), Lombardo Fornara (l'avvocato in pensione), Franz Cantalupo (il cuoco-boia Pilet) e Lydia Giordano (Simone). Scene di Andrea Taddei, costumi di Silvia Polidori, luci di Angelo Ugazzi.

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