Il Tirreno

Pisa

Aeroporti toscani

La società unica non convince tutti

Daniela Salvestroni
La società unica non convince tutti

Fusione con Firenze? Molti distinguo. In tanti dicono sì solo alle sinergie

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PISA. La società unica degli aeroporti di Pisa e Firenze divide partiti, associazioni e sindacati, e le dichiarazioni del presidente della Regione Enrico Rossi al consiglio comunale straordinario non hanno convinto i contrari.  «Siamo convinti - dichiara il presidente di Confcommercio Luca Ciappi - che allo stato attuale l'unione dei due aeroporti non possa funzionare per le diversità delle due società, mentre è possibile che abbiano delle sinergie e che smettano di farsi la guerra».  Non è contraria Confesercenti, ma chiede garanzie. «L'aeroporto di Pisa - afferma il direttore Marco Sbrana - deve essere la testa dell'operazione di unificazione e non può essere certo penalizzato, dal momento che è la porta d'accesso alla regione. Non può diventare la ruota di scorta dell'aeroporto di Firenze».  Parla di equivoco il coordinatore di Legacoop Toscana Antonio Chelli. «Ero presente all'incontro - spiega - e Rossi non ha parlato di fusione ma di integrazione. Inoltre saranno le due società a dover decidere: gli enti pubblici possono solo dare linee d'indirizzo. L'operazione è comunque da favorire perché Bologna è un pericolo reale per i due aeroporti toscani. E' necessaria quindi una riflessione, non certo una chiusura a riccio priva di buon senso».  L'integrazione dei due scali è opportuna per Gianfranco Francese di Cgil. «In una sfida globale - afferma - le razionalizzazioni e le riorganizzazioni sono sempre un fatto positivo. L'idea ha una sua logica e una sua forza e non può essere affrontata in termini di campanilismo».  Resta contrario Diego Petrucci del Pdl: «Innanzitutto Rossi non ha risposto alle domande che gli avevamo posto. La più importante riguarda il costo dell'operazione ed è necessaria per poter esprimere un giudizio. Inoltre né Rossi, né il sindaco, né l'amministratore delegato Sat sono riusciti a spiegare il vantaggio per Pisa. Il dato che emerge dal dibattito, in cui Andrea Pieroni e Pierpaolo Tognocchi sono stati cauti, è che il sindaco ha rinunciato a difendere la sua città».  Il presidente della Provincia ribadisce la necessità di verifiche: «Ho apprezzato l'impegno di Rossi rispetto ai programmi di sviluppo del Galilei. Il processo di integrazione è una sfida che dobbiamo raccogliere e se la soluzione dovrà essere quella della fusione saranno necessarie ulteriori verifiche. Si tratta infatti di un processo complesso e impegnativo».  Non è contrario Massimo Balzi di Futuro e libertà, ma a un patto: «Se con la fusione la nuova società vedrà Pisa come azionista di maggioranza, conservando il ruolo primario conquistato negli anni, va bene. Altrimenti siamo contrari».  Favorevole anche Andrea Ferrante del Pd. «La prospettiva indicata è corretta - dichiara - e non devono esserci logiche troppo semplificatorie: non sono questioni di campanile ma industriali. Sono favorevole che si esplori la possibilità, mantenendo il ruolo fondamentale di Pisa».

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