Il Tirreno

Pisa

Artigianato in agonia: in un anno persi 70 milioni di fatturato

Daniele Benvenuti
Andrea Zavanella, presidente della Cna
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Andrea Zavanella, presidente della Cna

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 PISA. «La ripresa? Solo a parole. I dati purtroppo sono molto diversi per l'artigianato provinciale con una flessione sia nel fatturato che nelle retribuzioni». Non usa mezzi termini il presidente provinciale dalla Cna, Andrea Zavanella, per commentare il rapporto semestrale sullo stato delle ecomomia artigiana pisana. Un rapporto ottenuto analizzando i bilanci delle imprese del territorio e quindi su numeri reali. Come detto, i risultati sono negativi e mettono in evidenza una situazione di difficoltà, ovviamente generata dalla grave crisi economica nazionale. Nel primo semestre 2010 l'artigianato pisano perde oltre il 17% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2009; in flessione (del 14,8%) anche le retribuzioni a testimonianza di un disagio a livello occupazionale. I termini di ricavi, in un anno, la diminuzione è di circa 70 milioni di euro, mentre le retribuzioni calano di 5 milioni. A risentire maggiormente della crisi il comparto delle costruzioni con un calo del fatturato annuo del 26,4%.  Più contenuta, invece, la flessione del manifatturiero che nel primo semestre 2010 perde il 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. All'interno di questo comparto mostrano performance positive la metalmeccanica (+5,7% rispetto al 1º semestre 2009), la pelle (+4,6%) ed il tessile (+3%); flessioni importanti nel settore del legno (-15,9%) e degli alimentari (-16,4%).  Negativo anche il settore dei servizi che segna il meno 4,1% determinata in modo particolare dalla diminuzione di fatturato relativa ai servizi alle Imprese, che retrocedono del 30,8%. Anche i servizi alle famiglie diminuiscono i propri ricavi del 4,3%, mentre sia i trasporti (+1%) che le riparazioni (+4,2%) incrementano, su base tendenziale annua, il proprio volume d'affari.  L'unico dato positivo della relazione della Cna riguarda gli investimenti in forte aumento in tutti i settori. Spiega però Zavanella: «Le ditte artigiane sono in difficoltà e cercano di resistere attraverso investimenti che però, e questo è il dato negativo, non sono finalizzati ad una crescita della produttività. Crediamo - conclude - che sia necessario un inversione forte di tendenza nelle politiche economiche anche a livello regionale. Crediamo infatti che puntare in Toscana sulla grande impresa ed abbandonare quella piccola e media dell'artigianato non sia una scelta vincente».

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