Sicurezza
Rossi: l'integrazione si farà
Marco Barabotti
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Due momenti del consiglio comunale straordinario sull’ unione tra gli scali Galilei e Peretola3 MINUTI DI LETTURA
Il governatore della Regione Enrico Rossi ha cancellato dal suo vocabolario la parola fusione tra gli aeroporti Pisa e di Firenze. Ma la Regione resta convinta della necessità di una forte integrazione tra il Galilei e Peretola, con l'obiettivo di una società unica per la gestione dei due scali. Come dire: integrazione entro tempi relativemente brevi, fusione si vedrà. Una cosa è certa e Rossi l'ha ribadito ai giornalisti, durante una pausa del consiglio comunale straordinario sui problemi dell'aeroporto Galilei: la Regione intende acquisire quote dell'aeroporto fiorentino e, in parallelo, porterà a compimento il percorso per la variante al Pit (Piano di indirizzo territoriale) che sarà presentata a breve, in 15-20 giorni, che riguarda anche lo sviluppo dell'area di Castello.
Per Rossi bisogna evitare la concorrenza tra i due scali e, a garanzia di Pisa, sarà la Regione, entrando nella società aeroportuale fiorentina in un ruolo decisionale, a pilotare lo sviluppo dello scalo pisano in una sorta di leadership regionale, evitando una competizione con Firenze. «Ho verificato - ha detto Rossi - che si può costruire un polo aeroportuale toscano che, al netto di Venezia, ci collocherebbe al terzo posto nazionale e ci permetterebbe di dialogare con tutti i vettori». «Bisogna discutere - ha detto ancora Rossi -, di certo la Regione deve fare la propria parte a Firenze, entrando nel pacchetto azionario e sono sicuro che si fa il bene di tutta la Regione, anche di Pisa, se si va verso una forte integrazione tra i due scali. Una integrazione che in futuro dovrebbe arrivare a dar vita a una società unica, anche se su questo bisognerà discutere: e nel conto ci metto anche la sconfitta». Ecco, secondo il governatore della Toscana, il vero pericolo per Pisa «senza la mediazione della politica sul potere economico»: se l'aeroporto di Firenze «avrà la nuova pista, l'85% dei voli da Pisa potrebbe essere trasferito». «Questo rischio - ha aggiunto Rossi - è evitabile attraverso una integrazione tra i due scali. Credo che questo rischio debba assolutamente essere scongiurato, evitando le spinte centrifughe e invece di prefigurare una situazione di concorrenza, realizzare quelle integrazioni che ci permetteranno, al netto di Venezia, di concretizzare il terzo polo aeroportuale nazionale e di proporci così con più forza a livello internazionale. La Toscana deve rafforzarsi insieme». Poi, ha detto: «Del resto il mondo si muove. O governiamo il movimento o veniamo governati: l'integrazione dei due aeroporti di Firenze e Pisa darebbe più forza al polo aeroportuale toscano». Rossi ha poi ricordato gli investimenti previsti su Pisa e illustrati, durante la seduta del consiglio, sia dal presidente che dall'amministratore delegato del Galilei, rispettivamente Costantino Cavallaro e Gina Giani: un pacchetto di circa 150 milioni e lo stanziamento di 28 milioni per il people mover che porteranno lo scalo pisano entro il 2015 ad un potenziale di 6 milioni di passeggeri. Nel dibattito sono intervenuti non solo i capigruppo, ma diversi altri consiglieri. Sostanzialmente favorevole alla posizione della Regione la maggioranza in consiglio: Pd, Idv, Socialisti e Lista civica, ma anche i consiglieri di Sel e Rifondazione Comunista. Molto più prudente la posizione di Udc e Fli, non del tutto contrarie ma neppure favorevoli all'integrazione tra i due scali («prioritario è innazitutto difendere gli interessi economici e occupazionali del Galilei»), mentre il Pdl ha ribadito il suo no «a una integrazione che avvantaggerebbe solo i fiorentini».
Una cosa il governatore della Toscana ha voluto mettere in chiaro: «Crediamo nelle potenzialità di Pisa e ne supportiamo le politiche di sviluppo. Ma in Toscana c'è anche l'aeroporto di Firenze e la città ci chiede di dotarsi di una pista con caratteristiche di sicurezza adeguate. E c'è Bologna vicina, anche grazie all'alta velocità, e il pacchetto azionario tra i due scali ha delle similitudini. Vorrei evitare un'integrazione tra Firenze e Bologna. Sarebbe uno smacco per la Toscana». Per questo, ha precisato il presidente della Regione «ho chiesto al Consiglio regionale di darmi mandato per entrare nella compagine fiorentina».
Per Rossi bisogna evitare la concorrenza tra i due scali e, a garanzia di Pisa, sarà la Regione, entrando nella società aeroportuale fiorentina in un ruolo decisionale, a pilotare lo sviluppo dello scalo pisano in una sorta di leadership regionale, evitando una competizione con Firenze. «Ho verificato - ha detto Rossi - che si può costruire un polo aeroportuale toscano che, al netto di Venezia, ci collocherebbe al terzo posto nazionale e ci permetterebbe di dialogare con tutti i vettori». «Bisogna discutere - ha detto ancora Rossi -, di certo la Regione deve fare la propria parte a Firenze, entrando nel pacchetto azionario e sono sicuro che si fa il bene di tutta la Regione, anche di Pisa, se si va verso una forte integrazione tra i due scali. Una integrazione che in futuro dovrebbe arrivare a dar vita a una società unica, anche se su questo bisognerà discutere: e nel conto ci metto anche la sconfitta». Ecco, secondo il governatore della Toscana, il vero pericolo per Pisa «senza la mediazione della politica sul potere economico»: se l'aeroporto di Firenze «avrà la nuova pista, l'85% dei voli da Pisa potrebbe essere trasferito». «Questo rischio - ha aggiunto Rossi - è evitabile attraverso una integrazione tra i due scali. Credo che questo rischio debba assolutamente essere scongiurato, evitando le spinte centrifughe e invece di prefigurare una situazione di concorrenza, realizzare quelle integrazioni che ci permetteranno, al netto di Venezia, di concretizzare il terzo polo aeroportuale nazionale e di proporci così con più forza a livello internazionale. La Toscana deve rafforzarsi insieme». Poi, ha detto: «Del resto il mondo si muove. O governiamo il movimento o veniamo governati: l'integrazione dei due aeroporti di Firenze e Pisa darebbe più forza al polo aeroportuale toscano». Rossi ha poi ricordato gli investimenti previsti su Pisa e illustrati, durante la seduta del consiglio, sia dal presidente che dall'amministratore delegato del Galilei, rispettivamente Costantino Cavallaro e Gina Giani: un pacchetto di circa 150 milioni e lo stanziamento di 28 milioni per il people mover che porteranno lo scalo pisano entro il 2015 ad un potenziale di 6 milioni di passeggeri. Nel dibattito sono intervenuti non solo i capigruppo, ma diversi altri consiglieri. Sostanzialmente favorevole alla posizione della Regione la maggioranza in consiglio: Pd, Idv, Socialisti e Lista civica, ma anche i consiglieri di Sel e Rifondazione Comunista. Molto più prudente la posizione di Udc e Fli, non del tutto contrarie ma neppure favorevoli all'integrazione tra i due scali («prioritario è innazitutto difendere gli interessi economici e occupazionali del Galilei»), mentre il Pdl ha ribadito il suo no «a una integrazione che avvantaggerebbe solo i fiorentini».
Una cosa il governatore della Toscana ha voluto mettere in chiaro: «Crediamo nelle potenzialità di Pisa e ne supportiamo le politiche di sviluppo. Ma in Toscana c'è anche l'aeroporto di Firenze e la città ci chiede di dotarsi di una pista con caratteristiche di sicurezza adeguate. E c'è Bologna vicina, anche grazie all'alta velocità, e il pacchetto azionario tra i due scali ha delle similitudini. Vorrei evitare un'integrazione tra Firenze e Bologna. Sarebbe uno smacco per la Toscana». Per questo, ha precisato il presidente della Regione «ho chiesto al Consiglio regionale di darmi mandato per entrare nella compagine fiorentina».
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