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Pisa

Aeroporti toscani

Rossi: l'integrazione si farà

Marco Barabotti
Due momenti del consiglio comunale straordinario sull’ unione tra gli scali Galilei e Peretola
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Due momenti del consiglio comunale straordinario sull’ unione tra gli scali Galilei e Peretola

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Il governatore della Regione Enrico Rossi ha cancellato dal suo vocabolario la parola fusione tra gli aeroporti Pisa e di Firenze. Ma la Regione resta convinta della necessità di una forte integrazione tra il Galilei e Peretola, con l'obiettivo di una società unica per la gestione dei due scali. Come dire: integrazione entro tempi relativemente brevi, fusione si vedrà. Una cosa è certa e Rossi l'ha ribadito ai giornalisti, durante una pausa del consiglio comunale straordinario sui problemi dell'aeroporto Galilei: la Regione intende acquisire quote dell'aeroporto fiorentino e, in parallelo, porterà a compimento il percorso per la variante al Pit (Piano di indirizzo territoriale) che sarà presentata a breve, in 15-20 giorni, che riguarda anche lo sviluppo dell'area di Castello. 

Per Rossi bisogna evitare la concorrenza tra i due scali e, a garanzia di Pisa, sarà la Regione, entrando nella società aeroportuale fiorentina in un ruolo decisionale, a pilotare lo sviluppo dello scalo pisano in una sorta di leadership regionale, evitando una competizione con Firenze.  «Ho verificato - ha detto Rossi - che si può costruire un polo aeroportuale toscano che, al netto di Venezia, ci collocherebbe al terzo posto nazionale e ci permetterebbe di dialogare con tutti i vettori».  «Bisogna discutere - ha detto ancora Rossi -, di certo la Regione deve fare la propria parte a Firenze, entrando nel pacchetto azionario e sono sicuro che si fa il bene di tutta la Regione, anche di Pisa, se si va verso una forte integrazione tra i due scali. Una integrazione che in futuro dovrebbe arrivare a dar vita a una società unica, anche se su questo bisognerà discutere: e nel conto ci metto anche la sconfitta».  Ecco, secondo il governatore della Toscana, il vero pericolo per Pisa «senza la mediazione della politica sul potere economico»: se l'aeroporto di Firenze «avrà la nuova pista, l'85% dei voli da Pisa potrebbe essere trasferito».  «Questo rischio - ha aggiunto Rossi - è evitabile attraverso una integrazione tra i due scali. Credo che questo rischio debba assolutamente essere scongiurato, evitando le spinte centrifughe e invece di prefigurare una situazione di concorrenza, realizzare quelle integrazioni che ci permetteranno, al netto di Venezia, di concretizzare il terzo polo aeroportuale nazionale e di proporci così con più forza a livello internazionale. La Toscana deve rafforzarsi insieme».  Poi, ha detto: «Del resto il mondo si muove. O governiamo il movimento o veniamo governati: l'integrazione dei due aeroporti di Firenze e Pisa darebbe più forza al polo aeroportuale toscano».  Rossi ha poi ricordato gli investimenti previsti su Pisa e illustrati, durante la seduta del consiglio, sia dal presidente che dall'amministratore delegato del Galilei, rispettivamente Costantino Cavallaro e Gina Giani: un pacchetto di circa 150 milioni e lo stanziamento di 28 milioni per il people mover che porteranno lo scalo pisano entro il 2015 ad un potenziale di 6 milioni di passeggeri.  Nel dibattito sono intervenuti non solo i capigruppo, ma diversi altri consiglieri. Sostanzialmente favorevole alla posizione della Regione la maggioranza in consiglio: Pd, Idv, Socialisti e Lista civica, ma anche i consiglieri di Sel e Rifondazione Comunista. Molto più prudente la posizione di Udc e Fli, non del tutto contrarie ma neppure favorevoli all'integrazione tra i due scali («prioritario è innazitutto difendere gli interessi economici e occupazionali del Galilei»), mentre il Pdl ha ribadito il suo no «a una integrazione che avvantaggerebbe solo i fiorentini». 

Una cosa il governatore della Toscana ha voluto mettere in chiaro: «Crediamo nelle potenzialità di Pisa e ne supportiamo le politiche di sviluppo. Ma in Toscana c'è anche l'aeroporto di Firenze e la città ci chiede di dotarsi di una pista con caratteristiche di sicurezza adeguate. E c'è Bologna vicina, anche grazie all'alta velocità, e il pacchetto azionario tra i due scali ha delle similitudini. Vorrei evitare un'integrazione tra Firenze e Bologna. Sarebbe uno smacco per la Toscana».  Per questo, ha precisato il presidente della Regione «ho chiesto al Consiglio regionale di darmi mandato per entrare nella compagine fiorentina».

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