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Pisa

Muffa e umidità nelle case popolari, abitanti in rivolta

Il blocco delle case popolari in via Granucci alla Gabella di Calci dove vivono dodici famiglie
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Il blocco delle case popolari in via Granucci alla Gabella di Calci dove vivono dodici famiglie

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Dodici famiglie senza pace. Sono quelle delle case popolari della Gabella. Da sempre lottano per condizioni più igieniche, in un'ambiente migliore, a salvaguardia della salute. Per un motivo o per l'altro non riescono a venire a capo di una complessa situazione. Affrontano magari un problema e riescono pure a risolverlo un altro se ne presenta. A fronte dei bisogni espressi attraverso un groviglio di richieste, qualche risposta ma insufficiente.

Ieri, nel grande fabbricato in via Granucci i condomini hanno convocato i cronisti. «Siamo tutti uniti - dice Andrea Bertolini - portiamo avanti rivendicazioni importanti e la strada si dimostrò in salita quando nel dicembre 2009 ci vennero assegnati gli appartamenti. Ancora non è stato effettuato il collaudo e in parole povere manca perfino l'abitabilità». La moglie Margherita agggiunge: «Una lotta ogni giorno. Una rincorsa per ottenere le cose più elementari. Si pensi che ci furono consegnate le case e mancavano l'allacciamento della luce e il collegamento con il gas metano, neppure il telefono. Quante battaglie!».  «Adesso non ne possiamo più - interviene Maria Luisa D'Amore - l'umidità e la muffa invadono tutte le stanze, fino al terzo piano. A nostre spese più volte abbiamo passato alle pareti candeggina e ritinto i muri. Dopo un po' il fenomeno negativo si ripresenta puntuale e implacabile». Giuseppe Canu, che vive insieme alla mamma Speranza Piredda, 101 anni: «È venuto un ingegnere dell'Apes dopo le numerose lettere che abbiamo tutti sottoscritto. Ci siamo rivolti un po' a tutti. Non riusciamo a venire a capo della situazione. Si pensi che l'acqua nera si mescola con l'acqua bianca perché c'è stato un errore nelle conduttore attraverso i muri portanti».  Dicono le dodici famiglie, tra le quali tre di nazionalità albanese, e poi i Montanari, i Bottoni, i Ferretti, i Casella, che «il problema principale è la muffa che ha fatto la sua comparsa già dopo pochi mesi. Qui vivono persone invalide e con gravi handicap. La muffa ha invaso anche una macchina salvavita di uno che deve sottoporsi a dialisi». 

«La muffa - sostiene D'Amore - ha rovinato buona parte dei mobili con oggetti e vestiti in essi contenuti». Margherita mostra le ricevute: «A nostre spese abbiamo effettuato degli interventi. Abbiamo convocato un'impresa di spurgo degli impianti fognari, ma non siamo riusciti ad eliminare il problema, perché come hanno riferito gli operai il difetto è nella costruzione delle fogne». Si aggiunge la situazione nell'androne dell'edificio dove è stata creata una doppia apertura che in inverno accentua le difficoltà perché si creano allagamenti.  L'appello: «Si prendano provvedimenti urgenti, vengano i tecnici a fare un sopralluogo per controllare e valutare il tutto prima che si aggravi ancora di più la situazione. Noi siamo disperati».

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di Redazione Pisa