Il dolore
Muffa e umidità nelle case popolari, abitanti in rivolta
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Il blocco delle case popolari in via Granucci alla Gabella di Calci dove vivono dodici famiglie3 MINUTI DI LETTURA
Dodici famiglie senza pace. Sono quelle delle case popolari della Gabella. Da sempre lottano per condizioni più igieniche, in un'ambiente migliore, a salvaguardia della salute. Per un motivo o per l'altro non riescono a venire a capo di una complessa situazione. Affrontano magari un problema e riescono pure a risolverlo un altro se ne presenta. A fronte dei bisogni espressi attraverso un groviglio di richieste, qualche risposta ma insufficiente.
Ieri, nel grande fabbricato in via Granucci i condomini hanno convocato i cronisti. «Siamo tutti uniti - dice Andrea Bertolini - portiamo avanti rivendicazioni importanti e la strada si dimostrò in salita quando nel dicembre 2009 ci vennero assegnati gli appartamenti. Ancora non è stato effettuato il collaudo e in parole povere manca perfino l'abitabilità». La moglie Margherita agggiunge: «Una lotta ogni giorno. Una rincorsa per ottenere le cose più elementari. Si pensi che ci furono consegnate le case e mancavano l'allacciamento della luce e il collegamento con il gas metano, neppure il telefono. Quante battaglie!». «Adesso non ne possiamo più - interviene Maria Luisa D'Amore - l'umidità e la muffa invadono tutte le stanze, fino al terzo piano. A nostre spese più volte abbiamo passato alle pareti candeggina e ritinto i muri. Dopo un po' il fenomeno negativo si ripresenta puntuale e implacabile». Giuseppe Canu, che vive insieme alla mamma Speranza Piredda, 101 anni: «È venuto un ingegnere dell'Apes dopo le numerose lettere che abbiamo tutti sottoscritto. Ci siamo rivolti un po' a tutti. Non riusciamo a venire a capo della situazione. Si pensi che l'acqua nera si mescola con l'acqua bianca perché c'è stato un errore nelle conduttore attraverso i muri portanti». Dicono le dodici famiglie, tra le quali tre di nazionalità albanese, e poi i Montanari, i Bottoni, i Ferretti, i Casella, che «il problema principale è la muffa che ha fatto la sua comparsa già dopo pochi mesi. Qui vivono persone invalide e con gravi handicap. La muffa ha invaso anche una macchina salvavita di uno che deve sottoporsi a dialisi».
«La muffa - sostiene D'Amore - ha rovinato buona parte dei mobili con oggetti e vestiti in essi contenuti». Margherita mostra le ricevute: «A nostre spese abbiamo effettuato degli interventi. Abbiamo convocato un'impresa di spurgo degli impianti fognari, ma non siamo riusciti ad eliminare il problema, perché come hanno riferito gli operai il difetto è nella costruzione delle fogne». Si aggiunge la situazione nell'androne dell'edificio dove è stata creata una doppia apertura che in inverno accentua le difficoltà perché si creano allagamenti. L'appello: «Si prendano provvedimenti urgenti, vengano i tecnici a fare un sopralluogo per controllare e valutare il tutto prima che si aggravi ancora di più la situazione. Noi siamo disperati».
Ieri, nel grande fabbricato in via Granucci i condomini hanno convocato i cronisti. «Siamo tutti uniti - dice Andrea Bertolini - portiamo avanti rivendicazioni importanti e la strada si dimostrò in salita quando nel dicembre 2009 ci vennero assegnati gli appartamenti. Ancora non è stato effettuato il collaudo e in parole povere manca perfino l'abitabilità». La moglie Margherita agggiunge: «Una lotta ogni giorno. Una rincorsa per ottenere le cose più elementari. Si pensi che ci furono consegnate le case e mancavano l'allacciamento della luce e il collegamento con il gas metano, neppure il telefono. Quante battaglie!». «Adesso non ne possiamo più - interviene Maria Luisa D'Amore - l'umidità e la muffa invadono tutte le stanze, fino al terzo piano. A nostre spese più volte abbiamo passato alle pareti candeggina e ritinto i muri. Dopo un po' il fenomeno negativo si ripresenta puntuale e implacabile». Giuseppe Canu, che vive insieme alla mamma Speranza Piredda, 101 anni: «È venuto un ingegnere dell'Apes dopo le numerose lettere che abbiamo tutti sottoscritto. Ci siamo rivolti un po' a tutti. Non riusciamo a venire a capo della situazione. Si pensi che l'acqua nera si mescola con l'acqua bianca perché c'è stato un errore nelle conduttore attraverso i muri portanti». Dicono le dodici famiglie, tra le quali tre di nazionalità albanese, e poi i Montanari, i Bottoni, i Ferretti, i Casella, che «il problema principale è la muffa che ha fatto la sua comparsa già dopo pochi mesi. Qui vivono persone invalide e con gravi handicap. La muffa ha invaso anche una macchina salvavita di uno che deve sottoporsi a dialisi».
«La muffa - sostiene D'Amore - ha rovinato buona parte dei mobili con oggetti e vestiti in essi contenuti». Margherita mostra le ricevute: «A nostre spese abbiamo effettuato degli interventi. Abbiamo convocato un'impresa di spurgo degli impianti fognari, ma non siamo riusciti ad eliminare il problema, perché come hanno riferito gli operai il difetto è nella costruzione delle fogne». Si aggiunge la situazione nell'androne dell'edificio dove è stata creata una doppia apertura che in inverno accentua le difficoltà perché si creano allagamenti. L'appello: «Si prendano provvedimenti urgenti, vengano i tecnici a fare un sopralluogo per controllare e valutare il tutto prima che si aggravi ancora di più la situazione. Noi siamo disperati».
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