Autobus, caccia a chi non paga il biglietto
◗
La Lam rossa è una delle linee a rischio di tagli3 MINUTI DI LETTURA
In un momento di tagli la Compagnia pisana trasporti (Cpt) dichiara guerra ai "portoghesi", come vengono definiti in gergo coloro che usufruiscono dei bus senza pagare. Le ultime stime dell'azienda, riferite al numero delle multe effettuate, parlano di un 5 per cento di viaggiatori trovati senza biglietto. La situazione, però, è ben diversa.
Se a questa percentuale si aggiungono i "furbi" che riescono ad usufruire del servizio e a farla franca, le stime nazionali parlano di un minimo del 18 per cento di persone che circolano gratis sui mezzi pubblici. Le sanzioni previste per chi prova a fregare i controlli ci sono e prevedono una multa di 40 euro, più il costo del biglietto, se il pagamento avviene entro i cinque giorni successivi, altrimenti si dovranno sborsare 80 euro. Superati i 60 giorni dall'emissione della multa, ci sarà un accumulo di penali che può portare ad un esborso massimo di 240 euro da parte del trasgressore. Inoltre, è prevista un ammenda anche per coloro che rilasciano false dichiarazioni sulla propria identità, al fine di rendere nullo il verbale del controllore. La multa, in questo caso, prevede una pena che può variare da 516 euro di ammenda fino ad un anno di reclusione. Il problema, però, non è applicare le sanzioni, ma riuscire ad individuare i "portoghesi" e sperare che questi non abbiano la malizia di dichiarare di non avere documenti con sé, pratica ormai abbastanza conosciuta ed utilizzata da chi viene colto in flagrante per evitare una multa certa. Chi utilizza i bus quotidianamente sa bene che farla franca è abbastanza semplice, dato che la presenza di un controllore sul mezzo è un caso più unico che raro. L'autista non può sicuramente controllare tutte le persone che salgono, soprattutto nei momenti di sovraffollamento dei mezzi, visto che il pullman ha ben due entrate, una nella parte anteriore e l'altra nella parte posteriore. Una soluzione, proposta da molti passeggeri e da alcuni addetti ai lavori, potrebbe essere quella di tornare al vecchio metodo di controllo: le persone che salgono sul mezzo lo faranno solo dalla parte anteriore, in modo da permettere all'autista di controllare il biglietto di tutti coloro che salgono sul pullman, oppure venderlo a chi non ne è provvisto. In questa maniera si eviterebbero faticosi quanto difficili controlli. In parole povere, sale solo chi ha il biglietto.
Intanto, nella mattinata di ieri, i sindacati del trasporto pubblico hanno annunciato che lo sciopero previsto per domani, 21 gennaio, è stato revocato. «Nessun passo indietro», assicura Fabrizio Genovesi, vicesegretario regionale di Faisa-Cisal, che spiega le ragioni dello slittamento: «Lo sciopero del trasporto pubblico cadeva in concomitanza con quello dei Cobas, per questo motivo ci è stata imposta la revoca». Genovesi spiega che i sindacati si incontreranno il prima possibile proprio per decidere la nuova data dello sciopero. Com'era già stato annunciato, sono previsti un presidio di fronte alla Provincia e un volantinaggio, per cercare di sensibilizzare la cittadinanza sui problemi della Cpt.
Se a questa percentuale si aggiungono i "furbi" che riescono ad usufruire del servizio e a farla franca, le stime nazionali parlano di un minimo del 18 per cento di persone che circolano gratis sui mezzi pubblici. Le sanzioni previste per chi prova a fregare i controlli ci sono e prevedono una multa di 40 euro, più il costo del biglietto, se il pagamento avviene entro i cinque giorni successivi, altrimenti si dovranno sborsare 80 euro. Superati i 60 giorni dall'emissione della multa, ci sarà un accumulo di penali che può portare ad un esborso massimo di 240 euro da parte del trasgressore. Inoltre, è prevista un ammenda anche per coloro che rilasciano false dichiarazioni sulla propria identità, al fine di rendere nullo il verbale del controllore. La multa, in questo caso, prevede una pena che può variare da 516 euro di ammenda fino ad un anno di reclusione. Il problema, però, non è applicare le sanzioni, ma riuscire ad individuare i "portoghesi" e sperare che questi non abbiano la malizia di dichiarare di non avere documenti con sé, pratica ormai abbastanza conosciuta ed utilizzata da chi viene colto in flagrante per evitare una multa certa. Chi utilizza i bus quotidianamente sa bene che farla franca è abbastanza semplice, dato che la presenza di un controllore sul mezzo è un caso più unico che raro. L'autista non può sicuramente controllare tutte le persone che salgono, soprattutto nei momenti di sovraffollamento dei mezzi, visto che il pullman ha ben due entrate, una nella parte anteriore e l'altra nella parte posteriore. Una soluzione, proposta da molti passeggeri e da alcuni addetti ai lavori, potrebbe essere quella di tornare al vecchio metodo di controllo: le persone che salgono sul mezzo lo faranno solo dalla parte anteriore, in modo da permettere all'autista di controllare il biglietto di tutti coloro che salgono sul pullman, oppure venderlo a chi non ne è provvisto. In questa maniera si eviterebbero faticosi quanto difficili controlli. In parole povere, sale solo chi ha il biglietto.
Intanto, nella mattinata di ieri, i sindacati del trasporto pubblico hanno annunciato che lo sciopero previsto per domani, 21 gennaio, è stato revocato. «Nessun passo indietro», assicura Fabrizio Genovesi, vicesegretario regionale di Faisa-Cisal, che spiega le ragioni dello slittamento: «Lo sciopero del trasporto pubblico cadeva in concomitanza con quello dei Cobas, per questo motivo ci è stata imposta la revoca». Genovesi spiega che i sindacati si incontreranno il prima possibile proprio per decidere la nuova data dello sciopero. Com'era già stato annunciato, sono previsti un presidio di fronte alla Provincia e un volantinaggio, per cercare di sensibilizzare la cittadinanza sui problemi della Cpt.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
