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Pisa

«Infermieri senza umanità»

L’ospedale di Cisanello
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L’ospedale di Cisanello

Protesta la figlia di un paziente morto al 4º medico

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 PISA. «Mio padre meritava di morire diversamente. Invece è morto nell'indifferenza. Non discuso il livello medico e tecnico con cui è stato trattato, ma quello umano, empatico, di relazione, certamente sì». A parlare è Michela Pecchia, educatrice della riabilitazione psichiatrica territoriale a San Frediano, figlia di un paziente che è deceduto lunedì al 4º medico, a Cisanello. Libero Pecchia aveva 87 anni e, a detta degli stessi parenti, un quadro clinico compromesso con più patologie associate. Era stato ricoverato in ospdale domenica ed è spirato lunedì mattina.  «Domenica era in stato soporoso - racconta la figlia - ma aveva un livello minimo di coscienza. Io e ia madre abbiamo potuto rivederlo lunedì a mezzogiorno e un quarto, ma ci siamo accorte che non rispondeva più e aveva la sacca che raccoglie le urine dal catatere piena di sangue scuro. Ho avvertito l'infermiera ma la risposta è stata che i medici erano passati tutta la mattina. Ho sollecitato un intervento ed a quel punto sono scattati i soccorsi, con medici, infermieri, rianimatori, broncoscopia e trasferimento in terapia intensiva. Mi chiedo se erano necessarie tutte le manovre praticate, perché non siamo state avvertite e soprattutto se era necessario il tono arrogante usato dall'infermiera».  Di parere contrario l'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. «L'attenzione verso il paziente, l'ascolto e la cura degli aspetti relazionali rappresentano le priorità professionali del personale sanitario - replica la direzione - almeno quanto il rispetto dei protocolli assistenziali. Ecco perché ogni qualvolta emerge un deficit di questo tipo nel rapporto del personale sanitario con il paziente o con i suoi familiari, l'Azienda non può fare altro che scusarsi e adoperarsi affinché il comfort ospedaliero e l'accoglienza migliorino sempre di più. Nel caso specifico segnalato dalla figlia del paziente deceduto, alla quale naturalmente l'Azienda intende esprimere il più sentito cordoglio, è scattata immediatamente una verifica interna per accertare se ci sia stato un difetto di comunicazione fra il personale sanitario e i familiari del paziente. In ogni caso sarà cura della Direzione impegnarsi, per quanto è nelle proprie possibilità, affinché in ogni reparto ospedaliero gli aspetti relazionali vengano sottoposti alla massima cura, specialmente laddove si ricoverano soggetti anziani con pluripatologie». «È stato fatto di tutto - sottolinea il direttore del reparto, il dr. Massimiliano Bianchi - per il paziente, trattato con attenzione e professionalità».  I funerali di Libero Pecchia si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15.30 con una cerimonia civile al cimitero di San Frediano.  Noto commerciante della zona, l'uomo era stato tra i primi iscritti al Pci nel dopoguerra. Fino alla traslazione la salma rimarrà esposta alle cappelle del commiato di Cascina. Alla famiglia sono giunte le condoglianze del Pd.

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