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I turisti crescono, ma non il fatturato

I turisti crescono, ma non il fatturato

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Ma i turisti, soprattutto quelli stranieri, a Pisa e provincia sono aumentati o diminuiti? La guerra delle cifre continua e, anzi, si arricchisce di un nuovo capitolo. E di una nuova chiave di lettura, fornita dall'Assoturismo Confesercenti: i turisti in effetti crescono, ma non tanto da accontentare - fatturati alla mano - il maggior numero di hotel sorti negli ultimi anni in città. In pratica, il territorio attrae e il Galilei, con i low cost, porta più viaggiatori. 

La concorrenza però ora diventa interna, per conquistare i nuovi viaggiatori; c'è chi ci riesce meglio e chi invece soffre di più.  Era stata la Confcommercio ad aprire il dibattito, riportando gli esiti di un'indagine realizzata dalla Banca d'Italia, secondo la quale a Pisa c'era stata una flessione addirittura del 12% per quanto riguarda i viaggiatori stranieri. Dati contestati, con snocciolare di altri numeri, sia dal Comune che dalla Provincia.  «I numeri della Banca d'Italia sono molto diversi da quelli elaborati con cadenza trimestrale dall'Osservatorio provinciale sul turismo - aveva dichiarato l'assessore comunale Giuseppe Forte - che si basano sulle informazioni fornite direttamente dalle strutture ricettive». Secondo l'Osservatorio, nei primi nove mesi del 2010 Pisa ha visto aumentare lievemente gli arrivi degli stranieri (+4,4%) e diminuire gli italiani (-2,3%).  Anche l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo aveva fatto notare le «significative differenze rispetto al nostro Osservatorio. Complessivamente avevamo registrato un modesto calo dei turisti italiani e non di quelli stranieri, che al contrario risultano in lieve aumento (+1,86% di arrivi e +2% nelle presenze)».  Un balletto di cifre che comunque, secondo Assoturismo, ha una spiegazione nel metodo. «Nella nostra città abbiamo assitito negli ultimi anni ad una crescita improvvisa di posti letto, sicuramente non proporzionale a quella delle presenze. Da qui una sofferenza delle singole strutture che porta a giudizi contrastanti rispetto all'andamento e al numero di arrivi in città», dice il coordinatore provinciale Marco Ricci.  «Il settore del turismo è l'unico in cui per gli andamenti si considera il numero di presenze anzichè il fatturato - riprende Ricci -.

È come se di un'attività commerciale si prendessero in esame non gli incassi finali, ma il numero dei clienti». E questo contribuisce alla ormai tradizionale corsa ad interpretare negativamente o positivamente i dati.  «A Pisa - aggiunge - le presenze non sono in calo. Ma per le strutture ricettive, specie quelle di nuova apertura, occorrono almeno due-tre anni per assestare i bilanci arrivando ad un'occupazione della dotazione, che possa dirsi ottimale, del 60-70%. In generale le strutture stanno dimostrando una certa sofferenza a livello di fatturato. Un fatto sicuramente dovuto, ribadisco, ad una crescita notevole di posti letto, con la clientela che si è spalmata in tutte le strutture».  Nel comune di Pisa i posti letto totali sono 14mila. In città sono 5.100, cui se ne aggiungono 550 nei campeggi. Sul litorale sono 4.500, più 3.800 in campeggio. Un numero congruo rispetto agli anni passati quando Pisa veniva accusata di scarsa capacità ricettiva. «Effettivamente adesso gli hotel ci sono - conclude Ricci - e la concorrenza si è spostata all'interno della città. Prima la sfida dei prezzi era con le realtà vicine, adesso è tra strutture pisane. Altro elemento che contribuisce a contenere i fatturati, nonostante l'aumento del numero di presenze».

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