Sicurezza
NEONATO MORTO: LUDIENZA
I testimoni accusano: non aveva detto che era incinta
Candida Virgone
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PISA. Non avrebbe effettivamente detto a nessuno di essere in attesa di un bambino. Lo hanno ribadito i testimoni del pm che ieri mattina sono sfilati in tribunale davanti alla Corte d'Assise (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta più i giudici popolari), nel corso del processo ad una giovane mamma rumena accusata di aver provocato la morte del figlioletto dopo il parto. Maria Scundu, 33 anni, difesa agli avvocati Maria Concetta Gugliotta e Alberto Marchesi, deve rispondere di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela (morte di un discendente). Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Giovanni Maddaleni, l'aver taciuto a tutti il suo stato nascondeva l'intenzione di disfarsi del piccolo. Un silenzio insomma colpevole. Secondo la difesa, uan persona che vuol nascondere il suo stato non accetta di farsi portare in ospedale. Unica barriera in questo caso sarebbe stata il linguaggio: la donna non parlava italiano e non capiva. I fatti risalgono a due anni fa. La donna, appena arrivata in Italia, si sentì male e venne portata al pronto soccorso, ma tacque a tutti il suo stato e partorì nei pantaloni un bimbo che rimase lì, su una barella, fra le gambe della mamma, in asfissia, finché non se ne accorsero in ginecologia, dove la giovane straniera era stata portata, facendo un'ecografia e scoprendo che l'utero era vuoto. Il bambino morì un mese dopo per encefalopatia. Sul caso fu aperta un'inchietsa che si concluse con il rinvio a giudizio da parte del gip Guido Bufardeci che accolse le richieste del pm. Ieri hanno deposto la coinquilina della donna, l'uomo con cui aveva una relazione all'epoca, un givane di Avane, che l'aveva portata in Italia, la dottoressa e il volontario che l'avevano soccorsa in ambulanza, un infermiere del pronto soccorso e tre ginecologi, i dottori Bonuccelli, Ghelardi e Garibaldi. Tutti hanno ribadito che la donna, per quanto in preda a coliche e forti dolori, avrebbe rifiutato di spogliarsi e di farsi visitare. Prossima udienza il 31 per ascoltare i consulenti tecnici, i testi della difesa e la verità della mamma sotto accusa. Una testimonianza molto attesa.
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