Il Tirreno

Pisa

Etilometro inceppato? Multa nulla

Antonio Scuglia
Una prova con l’alcoltest
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Una prova con l’alcoltest

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PISA. L'etilometro non è un mostro invincibile. Arriva dal giudice di pace di Pisa la prima sentenza che annulla una sanzione elevata grazie al "palloncino", dopo una serie ininterrotta di ricorsi vani (e costosi: si pagano circa 180 euro perché il valore economico non è determinabile). 

La sentenza di cui parliamo è la numero 1755/10, firmata dal giudice Ermanno Sanzo: la tecnologia alla base dell'alcolimetro a volte può incepparsi, e in quei casi non vale più la percezione soggettiva degli agenti accertatori.  Il ricorso era stato presentato da una donna di 37 anni, di San Giuliano Terme. Il suo avvocato, Costantino Cavallaro, chiedeva di annullare una sanzione dei carabinieri, elevata a Tirrenia dopo un esame mediante alcoltest una notte di marzo del 2010. La prima prova mostrava un tasso alcolemico elevato, ma durante le seconda prova l'apparecchio risultava non funzionante. Arrivava lo stesso la multa, e con essa il taglio dei punti dalla patente, sulla scorta della singola prova effettuata che aveva dato esito positivo. Secondo la donna il provvedimento è illegittimo: «La prova singola non può essere considerata sufficiente a dimostrare che ella guidasse in stato di ebbrezza alcolica. I militari operanti, se fossero stati convinti dello stato di alterazione della ricorrente, avrebbero dovuto condurla presso il più vicino Comando provvisto di apparecchio per la prova dell'alcoltest ed eseguirla nuovamente».  La Prefettura sosteneva, a conferma del provvedimento adottato, che «la prova dello stato alterato della ricorrente era data anche dalla difficoltà di articolazione del linguaggio e che per questo, in aggiunta ovviamente all'unica prova effettuata, aveva emesso la sanzione».  Ma il giudice ha dato ragione alla ricorrente: «La sola prova posta in essere dai militari operanti non è valida ed, inoltre, pone molti dubbi sulla sua parziale validità in quanto essendosi guastato l'apparecchio, non vi è prova che Io stesso all'atto del primo esame fosse perfettamente funzionante.

Il ricorso ai vecchi sistemi d'accertamento dello stato d'ebbrezza, quando non vi erano gli apparecchi mobili (cioè alito vinoso, equilibrio precario ecc...) oggi non possono trovare alcuna giustificazione in quanto i limiti per l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica sono diminuiti enormemente, per cui anche una persona che parla tranquillamente e si muove con armonia può trovarsi oltre i limiti previsti dall'art. 186 del CdS. Pertanto, bene avrebbero fatto i militari a condurre la ricorrente presso un luogo ove poter misurare regolarmente lo stato di ebbrezza».  E' iniziata intanto la protesta dei giudici di pace che durerà due settimane: a Pisa hanno aderito oltre la metà dei giudici, e quindi salteranno decine e decine di udienze. La nuove date sono state già esposte presso gli uffici in via Palestro.

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