Il Tirreno

Pisa

Tasse locali, Pisa più cara in Toscana

Primato dovuto ai tributi comunali, ma l'assessore contesta: «Visione distorta»

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 PISA. La nostra città "vanta" la maggior pressione tributaria in Toscana. Ed è la 26ª in Italia, su 117 capoluoghi di provincia. Un primato che non può far piacere, ma che va letto in due modi. Sicuramente c'è un peso notevole sul portafoglio di ciascun pisano, ma al tempo stesso deve essere considerato il livello dei servizi erogati (dati 2010), anche se non tutti - vedi Confcommercio nell'articolo a fianco - sono d'accordo con questa interpretazione.  Non è un caso che siano tutti Comuni del sud a chiudere la classifica elaborata dalla Cgia di Mestre, associazione artigiani piccole imprese, che ha messo in fila le tasse locali sommando le entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione in rapporto ai residenti.  La media italiana risulta di 1.233 euro pro capite e Pisa la sopravanza di quasi 250 euro, toccando quota 1.494. A seguire, in regione, Grosseto con 1.450 e Massa con 1.437 euro; chiude Livorno con appena 1.190 euro, sotto la media nazionale. In generale, rispetto a cinque anni fa, il livello delle tasse locali è diminuito del 14 per cento. Risultato avuto soprattutto grazie all'abolizione dell'Ici sulla prima casa.  Tra i tributi comunali presi in considerazione l'Ici diversa da abitazione principale, Tarsu, addizionale Irpef, addizionale sul consumo di energia elettrica, imposta sulla pubblicità, tassa per l'occupazione dei spazi pubblici. Pisa evidenzia una pressione tributaria di 544 euro (la media italiana è di 381 euro) a cittadino, poco meno del doppio di Firenze e decisamente più del doppio rispetto a Livorno.  «Questi dati - commenta l'assessore comunale al bilancio Giovanni Viale - evidenziano diverse pecche e forniscono per la nostra città una visione distorta. Pisa occupa una posizione alta in questa graduatoria perchè la pressione tributaria su ciascun cittadino è calcolata sul totale dei residenti, ma è un approccio sbagliato: basti dire che la Cgia ripartisce anche l'Ici sulla seconda casa, sugli immobili ed i terreni industriali quando invece a Pisa, proprio in conseguenza della vocazione turistica della nostra città, circa la metà dei tributi per questa tassa sono pagati da cittadini non residenti nel territorio».  Per le entrate tributarie provinciali, ecco l'imposta sulle assicurazioni rc auto, l'imposta di trascrizione e l'addizionale sul consumo di energia elettrica. In questo caso le tasse a carico dei pisani scendono parecchio, dal momento che, con 79 euro pro capite, soltanto Massa, Carrara e Prato fanno pagare di meno (71 euro la media nazionale); sia Lucca che Livorno superano Pisa.  I tributi regionali (imposta attività produttive, addizionale Irpef, tasse automobilistiche, ecc.) sono ovviamente uguali in Toscana per ogni realtà e risultano pari a 871 euro, a fronte di una media italiana di 781.  I Comuni più esosi, secondo la classifica della Cgia, sono quelli laziali. Al top della graduatoria si trova Rieti, con una pressione tributaria locale pro capite pari a 1.934 euro. Chiude invece Agrigento, con 672 euro.

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