Il dolore
Artigiani e commercianti accusano: pressione alta e servizi insufficienti
Daniele Benvenuti
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Pareri discordanti nelle categorie ecomomiche pisane sull'indagine della Cgia di Mestre che colloca la nostra città al primo posto in Toscana per il livello di tassazione locale. Ad influire su questo poco invidiabile record, sono le imposte comunali che fanno balzare in avanti la quota procapite dei contribuenti pisani. Oltre all'Ici, a fare la differenza sono proprio le imposte legate alle attività ecomomiche: da quella sullo smaltimento dei rifiuti a quella sul suolo pubblico, dalla tassa sulla pubblicità a quella sull'affissione fino alle eventuali tasse di scopo. La posizione più critica è quella della Confcommercio. «Purtroppo ad un alto livello di tassazione nel nostro territorio - attacca il direttore Federico Pieragnoli - corrispondono servizi che non soddisfano l'utenza. Da qui le critiche e le lamentele. A questo va poi aggiunta la situazione congiunturale dell'economia; i consumi continuano a stagnare e le tasse invece aumentano. I Comuni dovrebbero, poi, agire sull'evasione per evitare la parte di chi non paga si riversi sui contribuenti onesti». Sul fronte Confesercenti, invece, perplessità sui dati forniti dall'associazione mestrina. Spiega il vicedirettore Giulio Garzella: «I dati mi soprendono. Proprio ieri, ad esempio, abbiamo avuto un incontro con Geofor dove l'azienda ci ha confermato come la tariffa dei rifiuti a Pisa sia di poco superiore alla media nazionale e comunque inferiore ad altre realtà toscane. Anche la tassa sul suolo pubblico è stata adeguata ma con soddisfazione degli ambulanti. Certo - conclude Garzella - possiamo semmai criticare alcuni servizi che non sono all'altezza della somma versata. Attendiamo comunque dal Comune i dati ufficiali e non quelli previsionali su cui ha elaborato l'indagine l'associazione di Mestre». Sul fronte dell'artigianato, preoccupato il presidente regionale del sindacato Casa Paolo Ribechini: «In questi ultimi anni gli imprenditori che resistono sul mercato sono eroi considerando la crisi. Non è giusto che siano penalizzati da una tassazione sempre maggiore. Bisogna ridurre l'imposizione, specie per quelle aziende che investono ed entrano nel mercato in un momento delicato come questo». Sulla qualità dei servizi offerti in cambio delle tasse pagate insiste anche Andrea Zavanella, presidente provinciale Cna: «Posto che, ovviamente, non fa piacere vedere la propria città ai vertici di simile classifica e che come spiegato dalla Cgia nelle realtà dove si versano più tasse, almeno in linea teorica, i livelli di reddito sono tra i più elevati e anche la qualità e la quantità dei servizi offerti sono migliori, il nostro auspicio è che le tasse almeno non crescano ulteriormente. Ma sopratutto che i servizi offerti siano davvero in linea con le esigenze delle imprese che non si possono permettere i tempi lunghi e le incertezze della burocrazia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google