Attenzione
Lo dice lamministratore unico di Sepi Angela Nobile
Spiata antievasione: legittima la consegna dei documenti
Daniele Benvenuti
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La sede della Sepi 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La Sepi conferma di aver consegnato al comitato La Cittadella i dati sull'occupazione del suolo pubblico da parte dei locali del centro storico; dati che il comitato ha poi utilizzato per una sua indagine che dimostrava come quasi la metà non fossero in regola. È l'amministratore unico di Sepi Angela Nobile a fare chiarezza: «In un primo momento la richiesta di questi documenti era stata respinta. Poi l'associazione si è rivolta al difensore civico che, leggi alla mano, ha sbloccato la situazione». Angela Nobile ritiene legittima la consegna dei documenti. «Parliamo di spazi pubblici occupati da privati; ritengo perciò giusto che i cittadini siano a conoscenza delle carte in base al diritto di accesso». È quindi tranquilla l'associazione La Cittadella nonostante la segnalazione al garante della privacy da parte della Confesercenti. «Abbiamo appreso dal vostro giornale dell'iniziativa dei commercianti - - spiega il presidente Marco Nuti -. Noi siamo totalmente tranquilli perchè non abbiamo violato alcuna legge, richiedendo ufficialmente alla Sepi i documenti oggetti della nostra indagine». Nuti difende l'operato della sua associazione: «Abbiamo ricevuto i documenti dalla Sepi, Sepi che ha accolto la nostra richiesta. Esistono normative che ci hanno consentito questo. In base a quei documenti abbiamo elaborato la nostra indagine». Regole che la segnalazione dell'associazione di via Catalani ritiene, invece, essere state violate. «Il nostro intervento - spiega il responsabile dell'ufficio legale della Confesercenti Adriano Rapaioli - fa riferimento alle finalità del decreto sulla privacy che consistono nel riconoscimento del diritto del singolo sui propri dati personali e nella disciplina delle diverse operazioni di gestione (tecnicamente "trattamento") dei dati, riguardanti la raccolta, l'elaborazione, il raffronto, la cancellazione, la modificazione, la comunicazione o la diffusione degli stessi. Lo scopo della legge non è quello di impedire il trattamento dei dati, ma di evitare che questo avvenga contro la volontà dell'avente diritto, ovvero secondo modalità pregiudizievoli. Infatti il testo unico definisce i diritti degli interessati - conclude Rapaioli -, la modalità di raccolta, gli obblighi di chi raccoglie, detiene o tratta dati personali e le responsabilità e sanzioni in caso di danni».
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